Ruotolo e Borrometi autosospesi per protesta: qualcuno salvi il giornalismo!

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Ruotolo e Borrometi “Caro Presidente, abbiamo deciso di autosospenderci dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti perché ci consideriamo incompatibili con l’iscrizione all’albo professionale di Vittorio Feltri.

Proprio noi, che più di altri, ci battiamo per la difesa dell’articolo 21 della Costituzione, riteniamo gli scritti e il pensiero del direttore Feltri veri e propri crimini contro la dignità del giornalista.

Le parole di Vittorio Feltri su Andrea Camilleri e le sue opere hanno rappresentato per noi la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ne va della credibilità di ognuno di noi e della nostra categoria. Adesso basta. O noi o lui. Quel “terrone che ci ha rotto i coglioni” per noi figli del Sud è inaccettabile. Non è in gioco la libertà di pensiero. Sono in gioco i valori della nostra Costituzione. Ogni suo scritto trasuda di razzismo, omofobia, xenofobia.

E’ questa la chiara, coincisa e coraggiosa premessa che i  giornalisti Ruotolo e Borrometi hanno inviato tramite lettera aperta al Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna.

Che venga fatta una scelta: o Paolo Borrometi e Sandro Ruotolo (rispettivamente il presidente di “Articolo 21” e il Presidente dell’Unione Cronisti della Campania, entrambi sotto scorta da anni a causa delle minacce mafiose) o Vittorio Feltri, direttore di “Libero”.

«Quel “terrone che ci ha rotto i coglioni” per noi figli del Sud è inaccettabile»

E’ questa l’imperdonabile frase che non viene lasciata passare inosservata. Vittorio Feltri questa volta – per l’ennesima volta –  si è spinto troppo in là scatenando la reazione dei giornalisti Ruotolo e Borrometi. Stanchi di vedere infangato il nome del giornalismo italiano da chi utilizza miseramente il proprio giornale come mezzo per diffondere inutili volgarità e diffamazioni, i due giornalisti hanno dichiarato oggi tramite una nota la propria autosospensione dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti.

La replica di Carlo Verna alla lettera aperta dei giornalisti

Condivido le ragioni dei colleghi Borrometi e Ruotolo sul caso Feltri-Camilleri, se l’ordine dei giornalisti fosse un club mi autosospenderei pure io. Ma non lo è e l’istituto dell’autospensione non esiste, ci si può semmai cancellare, astenendosi dallo svolgere la professione e salvo il diritto d’opinione per poi iscriversi di nuovo quando sono cessate le ragioni di cui alla polemica”. Così risponde il Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti alla lettera aperta ricevuta oggi.

E aggiunge: “Feltri come chiunque altro potrà semmai essere sottoposto al rituale procedimento disciplinare, al termine del quale ci sarà un pronunciamento che tutti dal sottoscritto a Borrometi e Ruotolo dovranno rispettare”.

Ma il fatto che i due giornalisti chiedano una precisa posizione nei confronti di Feltri è solo la naturale e quasi costretta conseguenza al cattivo giornalismo di chi ormai da tempo calpesta la deontologia professionale che ogni giornalista è tenuto a rispettare. Persino se è il direttore di Libero.

«Continuiamo a batterci contro la censura e gli editti, ma non possiamo accettare tra noi chi istiga all’odio. Ne va della nostra credibilità».

Giordana Liliana Monti 

 

 

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