La Sagrada Familia non è più abusiva: è arrivato il permesso di fine lavori

Dopo 137 anni è stata concessa la licenza edilizia. Questa storia potrà avere il finale che merita

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La prima pietra della Sagrada Familia fu posta 137 anni fa e ora finalmente abbiamo un’idea di quando verrà posata l’ultima.

Dopo trattative durate decenni, il Comune di Barcellona ha concesso il permesso a ultimare i lavori alla fondazione che gestisce la basilica. Il progetto della Sagrada Familia verrà a costare in tutto 374 milioni di euro e verrà ultimato probabilmente nel 2026, 100 anni dopo la morte dell’architetto, Antoni Gaudì.

Siamo finalmente riusciti a risolvere un’anomalia storica della città: è cioè che un monumento emblematico come la Sagrada Familia non aveva un permesso di costruzione ed è stato quindi innalzato illegalmente”, ha riferito alla stampa Janet Sanz, responsabile della pianificazione urbana della città catalana.

La Sagrada Familia nel 2014
La Sagrada Familia nel 2014. Foto di Marina Lanzone

La storia della Sagrada Familia

L’idea di realizzare una chiesa dedicata alla Sacra Famiglia venne a un filantropo spagnolo, Josep Maria Bocabella. Fondò l’Associazione spirituale dei devoti di San Giuseppe con l’obiettivo di raccogliere fondi per la costruzione di quella che sarebbe diventata un domani l’attrazione principale della città (nel 2017 è stato il monumento più visitato di Barcellona con 4,5 milioni di turisti). Nel 1881, grazie alle donazioni ricevute, fu acquistato un intero isolato nel quartiere di Eixample, allora alla periferia di Barcellona, e un anno dopo si dette il via ai lavori.

Il progetto iniziale fu affidato all’architetto Francisco de Paula del Villar y Lozano, che optò per uno stile neogotico. Bocabella, invece, aveva immaginato per la Sagrada Familia una struttura più “semplice”, che potesse ricordare la vera casa di Giuseppe, di Maria e di Gesù. Le incomprensioni all’interno dello staff portarono al fortunato arrivo di Antoni Gaudì nel 1883.

 

 




“Il plasmatore della pietra, del laterizio e del ferro”

Aveva solo 31 anni e un sacco di idee, così stravolse completamente il progetto originale, mantenendo solo quanto già costruito nella cripta. Salvò la struttura slanciata tipica del neogotico, con le guglie che tendono verso l’infinità del cielo (attualmente la basilica potrebbe arrivare a 172 metri, l’edificio più alto della metropoli catalana). Ma Gaudì volle dare alla Sagrada Familia uno stile sempre più fantastico, rubando le forme dalla natura. E così le torri sono diventate simili ai castelli di sabbia dei bambini e i cuspidi tutti colorati.

Nel 1885 l’architetto chiese i permessi necessari per costruire al municipio di Sant Marti, un villaggio ora assorbito da Barcellona. La risposta non arrivò mai, ma i lavori proseguirono, anche dopo la morte di Antoni Gaudì, finito accidentalmente sotto un tram nel 1926. L’architetto riuscì a vedere finita la facciata della Natività e la torre di San Barnaba, quasi una struttura modello per i lavori successivi.

Interno Sagrada Familia
Interno della Sagrada Familia

La Sagrada Familia: l’opera abusiva più bella di sempre

Nel 2016 l’assessorato all’Urbanistica del Comune ha notato che qualcosa non tornava e che la basilica era stata tirata su senza permessi.

A ottobre 2018 è stato trovato il primo accordo, secondo cui l’ente responsabile della costruzione dell’opera di Gaudí dovrà sborsare 36 milioni di euro per i prossimi 10 anni per finanziare il piano urbanistico necessario alla regolarizzazione delle opere.

Solo questo lungo percorso ha permesso di raggiungere l’accordo di ieri con l’arrivo delle licenze edilizie tanto attese. Chissà se Antoni Gaudì lo avesse previsto, quando decise di proseguire i lavori, pur sapendo che stava dando vita all’opera abusiva più bella di sempre. Ora sicuramente potrà godersi gli effetti di questo colpo di testa da là su. La storia travagliata della Sagrada Familia, patrimonio dell’Unesco dal 2005, ha avuto il finale che meritava.

 

     

Marina Lanzone

 

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