Il sale rosa dell’Himalaya è impuro: “Non è un toccasana rispetto a quello bianco”

Per tanto tempo si è creduto nelle sue proprietà, ma tutto ciò è stato smentito da un recente studio.

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Il sale rosa dell’Himalaya è un tipo di sale puro, considerato per molto tempo migliore rispetto al classico sale marino bianco, per le proprietà benefiche apportate all’organismo a causa degli oligoelementi presenti.

Il nutrizionista Andrea Ghiselli, dirigente del Centro di Ricerca Crea-Alimenti e nutrizione, ha sfatato il mito.

Il sale rosa dell’Himalaya non ha alcuna proprietà benefica per la salute rispetto al più comune sale marino. Pregi e difetti del primo sono riscontrati anche nel secondo con la differenza del sostanziale prezzo elevato del sale rosa, ritenuto salutare rispetto a quello bianco. Siete mai entrati in un negozio bio? Di fronte allo scaffale in cui si trovano diversi tipi di sale, il commesso tenterà di convincervi ad acquistare proprio il sale rosa, perché “fa bene e si trova solo in Himalaya”. A differenza del sale marino non è trattato ma solo lavato, viene estratto dalle pendici della catena himalayana in strati geologici dove 200 milioni di anni fa si trovava un vasto oceano, per questo è considerato più pregiato e puro, dunque decisamente più costoso. Ma sarà davvero così?

Nel 2003, l’Ufficio di Stato Bavarese per la Salute e la Sicurezza Alimentare ha analizzato 15 campioni di sale rosa dell’Himalaya, venduti in Germania, rilevando almeno dieci minerali diversi. Complessivamente, il sale rosa dell’Himalaya contiene ben 84 elementi. Tutto ciò è completamente assente nel sale bianco. Ma quali sono i benefici? In realtà, non esistono delle certezze in merito. Comunemente si pensa che questi sarebbero: aumento del’idratazione; migliore regolazione nel contenuto d’acqua delle cellule; aiuto corretto nel funzionamento del metabolismo; rinforzo delle ossa; riduzione della pressione sanguigna. Alcuni ritengono inoltre che il sale rosa abbia proprietà antiossidanti e stimoli la libido. Ma certezze in merito non ce ne sono!

A mettere un freno a tutte queste credenze, ci ha pensato il nutrizionista Andrea Ghiselli, dirigente del Centro di Ricerca Crea-Alimenti e nutrizione. Sulla rivista Usa Atlantic, il ricercatore ha pubblicato uno studio in cui spiega che la colorazione del sale rosa è dovuta alle impurità di alcuni minerali come il ferro, lo zinco, il magnesio, il calcio e l’ossido di ferro, tutte sostanze effettivamente presenti nel sale rosa, ma non in quantità tali da apportare benefici. Altra leggenda sfatata (riportata sui pacchi di sale) riguarda l’estrazione che avverrebbe con macchinari e non a mano, come viene scritto per far sembrare il prodotto più “genuino” rispetto al sale bianco.

Fabiana Coppola

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