Come in Grey’s Anatomy, una ragazza salva suo padre con un massaggio cardiaco

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Grey’s Anatomy aiuta una studentessa a salvare suo padre

Quante volte in un telefilm medico, come in Grey’s Anatomy, il popolare show di Shonda Rhimes, abbiamo visto dottori che praticano un massaggio cardiaco?. Questa volta però, si tratta di vita reale. Succede a Pistoia, dove una ragazza 18enne che non ha mai frequentato corsi di primo soccorso, salva suo padre.

“Stavo dormendo quando, intorno alle sei, sono stata bruscamente svegliata da mia madre, perché il babbo, che ha 54 anni, non si svegliava e non respirava più. Sono corsa in camera e l’ho trovato disteso sul letto, privo di coscienza. L’ambulanza è arrivata dopo soli 10 minuti, durante i quali ho continuato ad effettuare il massaggio cardiaco, senza fermarmi un solo secondo.”

Prontamente la ragazza chiama il 118, e guidata dall’operatore, ha praticato un massaggio cardiaco fino all’arrivo dell’ambulanza. Proprio come succede in un episodio di Grey’s Anatomy. Una volta arrivati i soccorsi, si è continuato con la defibrillazione ed è stato diagnosticato un infarto miocardico acuto. E’ stata quindi  somministrata la terapia più appropriata e il paziente è stato direttamente trasferito nelle sale di emodinamica. E mediante un’angioplastica coronarica, dall’equipe di cardiologia, è stata aperta l’arteria responsabile dell’arresto cardiaco.




Tutto è andato per il meglio, e grazie al pronto intervento della figlia, l’uomo cinquantenne si è salvato. A raccontare il caso è stata l’ASL che ha rilasciato un comunicato ricordando quando sia importante conoscere  le operazioni di intervento primarie. “Quando il cuore smette di battere, l’assenza di circolo determina un danno cerebrale che si aggrava di minuto in minuto. La catena dei soccorsi è quell’insieme di interventi, sequenziali e coordinati, che permettono di sostenere le funzioni vitali fino all’esecuzione degli interventi necessari”.

Inoltre anche uno studio Danese su pazienti rianimati, parla dell’importanza del soccorso primario. E di come spesso, chiamare il 118 e intanto attivarsi per le prime manovre di aiuto, possa contare come del tempo in più che si ha a disposizione. Come per la studentessa che  in quei determinanti 10’ minuti ha salvato suo padre.

 

 

Silvia Rosiello

 

 

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