La giustizia secondo Salvini: “Reato di abuso d’ufficio blocca l’Italia”

Aggiunge: “Ci sono sindaci che non firmano niente per paura di essere indagati”. Di Maio: “Non si tocca”. Cosa prevede la legge che Salvini vorrebbe abolire?

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L’ultima divisione giornaliera tra il partito della Lega e del Movimento 5  Stelle riguarda l’abuso d’ufficio. Matteo Salvini dichiara:  “Lo abolirei, perché non posso bloccare 8mila sindaci per la paura che uno possa essere indagato. Ci sono sindaci che non firmano niente per paura di essere indagati”. Immediata la replica di Di Maio che sul tema della giustizia – almeno qualche volta- non fa sconti.

Di Maio aggiunge: “Ringrazio tutti i sindaci d’Italia per il lavoro che fanno , ma se qualcuno pensa di poter aiutare qualche Governatore abolendo il reato, allora troverà non un muro, ma un argine da parte del M5s“. Perché – bisogna ricordarlo – il tema della giustizia è molto caro a quelli del movimento, sin da quando urlavano “Onestà” nelle piazze italiane.

Il caso poteva chiudersi così? Impossibile. Il vicepremier leghista torna sull’argomento dichiarando: “Io voglio scommettere sulla buona fede degli italiani, degli imprenditori, degli artigiani, dei sindaci. Abbiamo una burocrazia e una paura di firmare atti, aprire cantieri sistemare scuole, ospedali”.  E conclude: “Se per paura che qualcuno rubi blocchiamo tutto e allora mettiamo il cartello affittasi ai confini dell’Italia e ci offriamo alla prima multinazionale cinese che arriva. Se uno ruba e lo becco, lo metto in galera e se ruba da pubblico ufficiale si prende il doppio della pena ma non possiamo per presunzione di colpevolezza bloccare tutto“.




Cosa prevede il reato di abuso d’ufficio?

L’articolo 323 del codice penale prevede che il reato di abuso d’ufficio si verifica quando il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio nello svolgimento delle sue funzioni procura “a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale” oppure “arreca ad altri un danno ingiusto”. Per commettere reato d’abuso d’ufficio, il funzionario perciò deve agire in violazione di norme di legge o di regolamento” oppure “omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti“. L’abuso d’ufficio è punito con la reclusione da uno a quattro anni. La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità.

Proviamo a semplificare. L’obiettivo della legge è di garantire il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione, affinché non si creino favoritismi o episodi di prevaricazione dello Stato nei confronti dei cittadini. Un dirigente comunale sarebbe legittimato ad assumere con chiamata diretta un parente nel corpo della polizia municipale, preferendola peraltro a candidati più qualificati.

Perchè lo stop di Di Maio? In parte si sarà ricordato che la ragione del movimento – e probabilmente la motivo per cui sono al governo – è la lotta ai favoritismi, alle preferenze e alla corruzione. In altra parte perché proprio l’abuso d’ufficio è il reato per cui è indagato il governatore della regione Lombardia Fontana.

Per correttezza, la stessa Raggi risulta indagata con la stessa ipotesi di reato per questioni direttamente collegate all’inchiesta sullo stadio della Roma e sempre l’abuso d’ufficio è uno dei reati contestati all’ex presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini.

Da giugno 2008 ad aprile 2019 nella banca dati online della Corte dei conti risultano 150 sentenze di responsabilità per il reato di abuso d’ufficio, spesso associato ad altre fattispecie (truffa, falso ideologico, violenza e falsità in atti).

Non servono dati alla mano per renderci conto di una cosa. Probabilmente lo si nota aprendo la prima pagina di un qualsiasi giornale. E Di Maio, con un post su facebook, lo ha sottolineato: l’abuso d’ufficio “è un reato in cui cade spesso chi amministra, è vero, ma se un sindaco agisce onestamente non ha nulla da temere“. “Sia chiara una cosa – conclude il vicepremier -, per noi il governo va avanti, ma a un patto: più lavoro e meno stronzate!”.

Serena Fenni

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