Salvini e le Sardine a Napoli. La città risponde “No grazie”

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C’è un motivo se ieri sera né Mattia Santori, leader delle Sardine, né Matteo Salvini sono stati accolti con fervore. Loro, Napoli non la conoscono.

Nella giornata di ieri, 18/02/2020, Salvini e le Sardine, guidate da Santori, sbarcano a Napoli, ma l‘accoglienza non è delle migliori per nessuno. Salvini si trincera a sera nel Teatro Augusteo, dove resta pure senza corrente, mentre in piazza Dante, Santori non si confronta con alcuni ragazzi che gli chiedono spiegazioni, chi in toni più pacifici, chi più accorati.

Innanzitutto, Mattia ha voltato le spalle a chi gli chiedeva spiegazioni sulla vicinanza al PD, per poi riferire in separata sede alle telecamere che coloro che lo contestano non sono realmente Sardine. Non hanno capito il senso del movimento. Dunque, ci sarebbe da chiedergli cosa lui ha capito realmente della città di Napoli. Le persone lo hanno ascoltato perché stanche dei tafferugli tra destra e sinistra, perché rappresentava una voce fuori dai giochi politici. Adesso c’è chi qualche domande se la pone e mi pare pure giusto. Dopotutto, Napoli non è Bologna. La situazione è molto più complessa, non si può semplicemente salire su un palco e sperare che vada tutto liscio. A Bologna il nemico da sconfiggere era solo Matteo Salvini, a Napoli, i problemi sono tanti, Salvini rientra nella mischia. E’ anche vero che la contestazione è arrivata dagli estremisti di sinistra, di Potere al Popolo, che rivedono nel PD un nemico all stregua di Salvini e che hanno aspramente criticato il Jobs Act. Oltretutto, nella giornata di ieri, anche un’altra contestazione ha scosso le piazze di Napoli: quella dei militanti dei centri sociali, cosa che certamente ha tolto proseliti alle Sardine. Il fatto è che la loro vicinanza a un partito ha destato qualche dubbio tra i napoletani che prima li appoggiavano. Sta di fatto che non presentarsi in piazza Dante, non vuol dire appoggiare Salvini.




Di Matteo Salvini che dire… l’ex ministro ne fa una più del diavolo. Sia ieri che stamani è stato al centro di numerose proteste.  Ha detto di tutto, che il centro di Napoli sembra “un campo rom”; che tra la Raggi e De Magistris non sa chi è peggio; che coloro che vogliono abolire i decreti sicurezza, non hanno capito quanto lui volesse aiutare, aumentando le forze dell’ordine. Poi giro turistico a Scampia. Lui ha sempre le risposte giuste, lui ha la squadra vincente. E proprio di squadra ha parlato, sperando di toccare il cuore dei suoi sostenitori citando Maradona. Cioè, ma ci rendiamo conto? Quest’uomo voleva che il Vesuvio “lavasse” i napoletani. La cosa più triste di tutte è la gente che lo acclama. Si può essere più ciechi?! L’hashtag lanciato dalle Sardine #Napolinondimentica è corretto. A Salvini di Napoli non interessa nulla. Non conosce nulla. Arriva per il suo giretto pre-elezioni e poi scompare. Non so se per fortuna o per sfortuna… prima insultava, ma almeno se ne restava  “a casa sua”. Poi, ovviamente, ha tenuto un incontro con imprenditori e stilisti, i più bisognosi della città, dandogli tutto il suo appoggio per portare in auge un vero Made in Italy, anche quello del sud. Al teatro Augusteo Salvini è stato acclamato, all’esterno è stato contestato. Solo le elezioni potranno dare una risposta, sperando che il napoletano medio si svegli e la smetta di accettare fumo negli occhi.




Il problema più grande di Napoli, in realtà, non è la Camorra, non è la cattiva gestione. E’ l’ignoranza. In molte persone sono radicati dei concetti che risalgono agli anni ‘Cinquanta, se non prima. L’informazione non è sufficiente, non tutti sono in grado di andare a reperire le fonti giuste su cui leggere una notizia. Spesso si parla per “sentito dire”. L’educazione è ancora scarsa. Ecco perché esiste il napoletano che vota Salvini, anche se non riesco a entrare in empatia e non capisco cosa lo spinga a credergli.  Dall’esterno, però, è troppo facile criticare. Non si dovrebbero sputare sentenze quando si è totalmente avulsi da una determinata situazione. Dopo le elezioni ci sarà qualcuno che tornerà a Napoli e che s’interesserà della situazione?! Risolverà il problema dei ragazzini che non vanno a scuola?! Cambieranno la  situazione “parcheggiatori abusivi”!? Giusto per citare i più semplici e, volendo, i più goliardici. Sicuramente Salvini e le Sardine non hanno una soluzione.

 

Santori è stato criticato perché è arrivato a fare politica, parlando di cose che non conosce, non capisce e non gli appartengono. Aveva ragione sulla strumentalizzazione di Scampia, come di Bibbiano, ma ha sbagliato modo di porsi. Capisco i toni, ma anziché voltare le spalle, poteva spendere una parola un più a chi gli chiedeva spiegazioni, sopratutto perché in questo modo la contestazione si è spostata tra Potere al Popolo vs PD, anziché sulla Lega. Salvini non è nemmeno qualificabile. E’ bello pensare che l’incidente al Teatro Augusteo sia stato un tentativo silente di sabotaggio.  Salvini e le Sardine, chi colpevole di menefreghismo e strumentalizzazione, chi di superficialità, dovranno fare per bene i compiti a casa la prossima volta, sopratutto le Sardine. Se avessero capito che tipo di pubblico andavano a incontrare, forse non ci sarebbero stati così pochi sostenitori e la contestazione sarebbe rimasta quella originaria, di primaria importanza: bloccare le falsità e la manipolazione di Matteo Salvini.




                                                                                                                                                                                                                                               Antonia Galise

 

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