Salvini il ducetto ossessivo-compulsivo

"In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti." Ennio Flaiano

Fonte foto Time
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Salvini il ducetto ossessivo-compulsivo

Oltrepassare la semplice ignoranza con tronfia e arrogante convinzione richiede uno scopo; e questo scopo non consiste nel renderci ignoranti ma nel farci essere endemici. Dei semplici portatori malsani di paure.

Dal punto di vista prettamente demagogico siamo in mano a degli ossessivi. Avete presente quelle persone che devono accendere e spegnere la luce del salotto almeno 30 volte così evitano la fine del mondo? Ecco, i nostri politici titillano ossessivamente i nostri timori sul futuro per tenersi a galla. Qui non si tratta di destra o sinistra, né di populismo o di deriva fascista. Non confondiamo le cause con gli effetti; qui parliamo di persone che hanno messo in moto un babelico macchinario che adesso destinato a fagocitarle, un inferno che trita tutto, compresa la percezione della realtà.

In pratica questi ossessivi hanno trovato degli “argomenti base” e condivisi su cui martellare fino a distorcere in modo perverso ciò che accade.

Salvini a conti fatti non ha realizzato proprio nulla, però dal punto di vista comunicativo pare abbia risolto tutti i mali del mondo grazie ad una sua personalissima e bieca visione del male. Non sbraita, in apparenza sembra addirittura pacato. In alcuni casi – come è accaduto con il ministro degli esteri lussemburghese Asselborn – pare addirittura “vittima” degli attacchi altrui, ma in realtà provoca e non poco. Ha capito (o meglio qualcuno gli ha spiegato) che dichiarare scempiaggini con naturalezza non solo farebbe perdere la pazienza a un santo, ma incoraggia e caldeggia altre menti malate a fare altrettanto. In pratica un vigliacco al potere ha sdoganato tutti gli altri.

Davvero vogliamo credere che gli italiani si sono scoperti razzisti e chiusi solo dopo le ultime elezioni?  La caldera non si è mai raffreddata, provava solo vergogna a ribollirci in faccia.

L’ossessivo così ha trovato un ambiente ideale: dopo le prime sciocchezze non solo si è reso conto di riscontrare ampio consenso, ma – cosa ancora peggiore – eco; allora perché fermarsi? Perché non saggiare il punto di soglia massima dell’imbecillità? E così, ridendo e scempiando, passare dal censimento dei Rom all’epidemia di tubercolosi provocata dagli sbarchi di immigrati è bastato un soffio, un’estate.

Ribadiamo, Salvini non ha fatto ancora niente. Questo governo non ha fatto ancora niente, probabilmente entrambi non saranno in grado di fare niente, però da un punto di vista comunicativo questo carrozzone di scemi del villaggio sembra essere iperattivo, sempre in fermento.

Sino ad ora i successi di Salvini sono stati altri: abbronzarsi male, accompagnare la Isoardi al lavoro e fare lo spuntino negli studi de “La prova del cuoco”, ma a conti fatti non ha fatto un’ emerita mazza, solo peggiorato l’immagine dell’Italia nel mondo. Piacciamo a Trump, se non è questa una prova schiacciante che siamo delle merde agli occhi di tutti, quale?

L’ossessione fa il suo lavoro, istilla timori, paure e si alimenta di queste, ma per incanalarsi in una compulsione è necessario fare un altro passo.  Ci vuole un ingrediente essenziale per generare l’endemia, per produrre consenso, fosse anche fittizio. E’ necessario un mezzo che sia in grado di offrire temporanee e mai soddisfacenti requie alla patologia ossessiva. Come “esorcizzare” la paura del futuro, l’insoddisfazione e il disagio, e come – allo stesso tempo – tenersi stretti questi timori e non sentirsene mai diretti responsabili? La risposta è semplice … odiare ciò che non ci appartiene, disprezzare tutto ciò che esterno, al di fuori. Non importa se vi sia una reale minaccia, ciò che conta è averne la percezione. Così non solo la nostra ossessione trova uno sfogo, ma è addirittura giustificata. Ecco il senso della famosa e “mozzicata” affermazione: “non sono razzista … ma”.

Ovvio che non odiamo i forti, non è solo inutile, ma anche pericoloso. No, conviene odiare e disprezzare i deboli, chi sta peggio di noi, non solo è meno pericoloso ma torna utile: odiarli ci offre la sporca illusione di elevarci rispetto a loro.  Ecco perché possiamo sentire un leghista ignorante e razzista affermare che la legionella prende il nome dai legionari che sono stati in Africa, ma non ne sentiremo mai uno che ci dirà che la salmonella proviene da infetti pescatori svedesi che braccano dei salmoni “ingrifati” che vanno controcorrente.

Fonte immagine Time

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