Salvini attacca esplicitamente l’Islam

Per lui non è possibile la convivenza tra la nostra cultura e quella islamica.

Durante una delle sue tappe in giro per l’Italia, il leader del Carroccio ha dichiarato senza mezzi termini che “l’Islam rappresenta un rischio”.

Fonte: http://www.lastampa.it.
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Matteo Salvini sta percorrendo la penisola italiana per svolgere la sua campagna elettorale, dopo i recenti avvenimenti di Macerata, la Lega Nord si trova in una posizione molto scomoda e lui deve tentare di non perdere consensi a causa di quanto compiuto da Luca Traini, ex-candidato della Lega Nord e colpevole dell’aggressione agli immigrati.

Salvini attacca l’Islam

Tra le varie località da lui visitate, oggi si è recato in Umbria, a Umbertide. Qui si discute sulla costruzione di un centro culturale islamico e, interpellato a questo proposito dagli esponenti locali della Lega che cercano di fermare i lavori, ha dichiarato:

La questione culturale di fondo è se l’Islam, l’applicazione letterale del dettato di Maometto, oggi è compatibile con i nostri valori, con la nostra libertà e con la nostra Costituzione. Ho fortissimi dubbi. Che l’Islam rappresenti un rischio è evidente se la dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo prevede che la giustizia islamica prevalga sulla giustizia nazionale per me è un problema. Non vorrei far la fine della Gran Bretagna, che ha i tribunali islamici al posto dei tribunali inglesi”.




Alcuni hanno obiettato dicendo che consentire l’apertura delle moschee favorisca il controllo sui fedeli, ma lui ha precisato: “Io dico che così si insediano meglio sul territorio“. Dopo aver visitato il cantiere della moschea, ha inaugurato la nuova sede della Lega Nord proprio a Umbertide.

La risposta della comunità musulmana

Non è tardata ad arrivare la risposta della comunità musulmana, a replicare a Salvini è stato Foad Aodi, presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e dell’Associazione Medici d’origine Straniera in Italia (Amsi): 

«Con un manifesto Co-mai siamo stati i primi a dire `no´ alle moschee e imam fai-da-te, sì alla preghiera in lingua italiana il venerdì e alla collaborazione del mondo islamico con le istituzioni italiane per un patto duraturo. Non servono sterili strumentalizzazioni politiche. Siamo indignati e offesi dagli attacchi all’Islam e alla cultura del mondo arabo che giungono da certa politica, il cui intento è solo isolare l’Italia dal resto del mondo».




Cosa dice la Costituzione italiana

La costituzione italiana è molto chiara riguardo alle religioni, lo ha chiarito Cesare Mirabelli, costituzionalista ed ex presidente della Corte Costituzionale:

la «libertà di religione è garantita, mentre è vietata la discriminazione. Si tratta di una libertà, quella di professare la propria religione, che è assolutamente garantita dalla nostra Costituzione; l’unico limite, previsto, è che non si tratti di riti contrari al buon costume. Inoltre bisogna vedere di quale Islam si parli, che è fenomeno complesso con tante concezioni, dai fondamentalismi a correnti più aperte. In ogni caso ci possono essere problemi per organizzazioni in contrasto con l’ordinamento giuridico» [come ad esempio] «alcuni istituti islamici che non possono trovare spazio nel nostro ordinamento, che non possono essere praticati e propagandati, come la poligamia o la disuguaglianza tra uomo e donna».




Le parole di Salvini sono pericolose

Evidentemente a Salvini non è bastato quanto successo una settimana fa a Macerata, le accuse di essere il mandante morale di quel raid razzista non sono valse a nulla. Lui continua imperterrito ad attaccare gli immigrati e ad offendere la religione islamica. Forse desidera vedere altri immigrati feriti (o magari) uccisi da altri colpi di proiettile? Invece di moderare le proprie parole, lui rincara la dose e pronuncia frasi sempre più gravi e sconsiderate. Forse ad essere incostituzionale è lui e il suo modo di intendere e di fare politica, non l’Islam. Forse ad essere pericoloso per l’Italia è lui e con lui la Lega Nord e chi ha sviluppato simpatie fasciste, razziste e xenofobe che stanno emergendo sempre di più in queste settimane. L’Islam non è incostituzionale, né pericoloso; il Fascismo è incostituzionale ed è anche considerato un reato propagandarlo (la cosiddetta “apologia del Fascismo”). Perché molti si ostinano a non capirlo? E perché la politica italiana nega un nuovo avvento del Fascismo, se ormai è sotto gli occhi di tutti questo “ritorno di fiamma” ideologico e antropologico?

Carmen Morello

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