Sana, la storia della ragazza uccisa in Pakistan: il post di Salvini e la risposta

Non è importante che qualcuno sia morto, è importante per mano di chi.

La dinamica della morte di Sana non è ancora stata definitivamente chiarita: dal web i commenti di indignazione da Brescia e non solo. Riguardo all’uccisione di Sana Cheema, anche Matteo Salvini ha deciso di esprimere la sua opinione, cavalcando nuovamente l’onda dell’ideologia della razza.

Il post di Matteo Salvini e la risposta di un italiano
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La dinamica della morte di Sana non è ancora stata definitivamente chiarita: dal web i commenti di indignazione da Brescia e non solo

Riguardo all’uccisione di Sana Cheema, anche Matteo Salvini ha deciso di esprimere la sua opinione, cavalcando nuovamente l’onda dell’ideologia della razza

Sana Cheema è stata sgozzata dai familiari a soli 25 anni. Voleva sposare un italiano ma in Pakistan era già stata promessa a un altro uomo. La ragazza viveva da anni a Brescia ma tornava spesso in patria per trascorrere del tempo con la sua famiglia. Proprio la sua famiglia, le ha proibito di tornare in Italia uccidendola. La vicenda ha scatenato l’indignazione del web.



Sana Cheema aveva soli 25 anni e un sogno, quello di sposare l’uomo che amava

Sgozzata dagli uomini della sua famiglia, Sana non avrà più l’opportunità di camminare lungo l’altare per raggiungere il suo sposo. Tutta Brescia, in particolare gli amici e il fidanzato della vittima avevano subito denunciato la scomparsa della ragazza dato il suo mancato ritorno.

Non solo Brescia, ma un intero Paese è in subbuglio. Decine di messaggi vengono postati ogni giorno per non dimenticare Sana. Un Paese indignato per una morte indotta dall’estremizzazione delle tradizioni.




Uno dei commenti alla vicenda postati sui social network è quello di Matteo Salvini. Una delle risposte ricevute chiude la bocca all’ignoranza.

Sana
Il post di Matteo Salvini e la risposta di Fabrizio Delprete

Cavalcando l’onda di un omicidio, ecco che appaiono parole ricche di razzismo. Ritrovarsi a pensare che l’omicidio di Sana valga più di altri perché può essere utilizzato come pretesto a “Fuori gli immigrati dal nostro Paese“, ha dell’inverosimile.




Degna di nota è la risposta di Fabrizio Delprete. Centinaia di donne vengono uccise ogni anno, che sia per mano pakistana o italiana poco importa, o forse no? C’è a chi importa che sia stata una mano nigeriana, egiziana, bengalese o pakistana.

Non è importante che qualcuno sia morto, è importante per mano di chi.

Quanta tristezza.

Maria Giovanna Campagna

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