Sant Balbir Singh Seechewal: un esempio per salvare il mondo

Il problema dell’inquinamento è una delle questioni più scottanti del mondo contemporaneo e, soprattutto negli ultimi anni, spaventa il pericoloso calo d’attenzione di paesi come gli USA. Il presidente statunitense, infatti, dopo aver pubblicamente annunciato di non credere all’inquinamento globale, ha recentemente abolito le norme ambientali volute da Obama. Secondo il tycoon della Casa Bianca, i cambiamenti climatici, l’inquinamento chimico, le eccessive trivellazioni petrolifere e la salvaguardia delle specie a rischio non sono tematiche degne di nota. D’altronde, che importa se tra meno di cinquant’anni finiranno le risorse idriche, se per Trump l’inquinamento dei mari è solo una stupida congettura di scienziati e ambientalisti? Fortunatamente, alcuni esempi positivi, come Sant Balbir Singh Seechewal, mantengono in vita la speranza per un mondo migliore.

L’impresa del fiume Guru Nanak Kali Bein

L’incredibile opera di bonifica dell’area fluviale e di pulizia delle acque è iniziata nel 2000 e in quasi un decennio ha portato alla rivalorizzazione dell’intera regione di Doaba, nel Punjab. Il Guru Nanak Kali Bein, fiume sacro per il Sikhismo, riversava in condizioni pietose a causa dei materiali di scarto riversati dai villaggi limitrofi al suo interno. Il suo quasi totale prosciugamento ebbe un impatto devastante sull’economia e l’agricoltura locale, il che spinse Sant Balbir Singh Seechewal ad agire. Senza l’aiuto del governo indiano, il Nirmala Sikh iniziò a ripulire il fiume autonomamente, ricevendo il sostegno di volontari provenienti dagli insediamenti vicini. In quasi dieci anni, 160 km vennero restituiti alla natura nel loro stato primordiale. Durante questa importante battaglia ecologica, Eco-Baba s’impegnò anche nell’educare la popolazione locale a rispettare la natura evitando di gettare rifiuti nelle acque del Kali Bein.



Il progetto proseguì con la cura e l’abbellimento dell’intera area in cui scorreva il fiume. Nuovi alberi vennero piantati lungo le sponde e i volontari riportarono in vita gli antichi e suggestivi sentieri della giungla in cui il corso d’acqua si addentrava. La rigenerazione dell’ambiente naturale garantì ai villaggi della zona l’accesso ad acqua pulita e attirò l’attenzione del governo che investì nella realizzazione di un sistema low-cost di depurazione e riutilizzo delle acque reflue in agricoltura. Senza alcun macchinario a disposizione, il gruppo di volontari si occupò perfino della rivalutazione delle aree più trascurate degli insediamenti locali, costruendo scuole ed istituti tecnici accessibili anche ai più poveri. In poco tempo, anche gli animali ricominciarono ad abitare il Kali Bein e la qualità di vita della regione del Punjab migliorò notevolmente.

Combattere l’ignoranza per cambiare il mondo

La missione di Sant Balbir Singh Seechewal non si ferma alla salvaguardia dell’ambiente, bensì ha la finalità di combattere ogni forma di ignoranza e violenza. Eco-Baba è infatti in prima linea nella lotta al femminicidio e agli abusi sulle donne, nonché un convinto sostenitore della parità di genere. In un paese come l’India, in cui la situazione sociale è ancora disastrosa, un esempio così forte non può che dare speranza per il futuro. Nonostante la difficoltà nel rendere l’istruzione accessibile anche ai ceti meno abbienti e alle ragazze, Sant Seechewall non ha mai gettato la spugna, ricevendo dal Time l’appellativo di Hero of Environment. Nel 2017, il governo indiano lo insignì del Padma Shri, la quarta onorificenza civile più importante del paese.

Sant Balbir Singh Seechewal speranza del Gange

Colpito dall’incredibile opera del fiume Guru Nanak Kali Bein, il governo di Nuova Delhi ha incaricato Eco-Baba di ripulire il Gange. Il fiume simbolo del paese, figlio del sacro Monte Meru secondo i testi hindu, è da decenni avvelenato da rifiuti industriali, sostanze organiche in decomposizione e scarichi fognari. A questi, si aggiungono i circa 4,8 miliardi di litri di acque nere quotidianamente riversati dalla popolazione del suo bacino fluviale. Sebbene l’ossigeno disciolto nell’acqua del Gange e le altre sostanze mangia-batteri presenti permettano al fiume di auto-purificarsi, la quantità smisurata di sostanze inquinanti rischia di essere eccessiva. Ad oggi, tutti i tentativi di ripulire la “Dea Madre dell’India” sono falliti rovinosamente nonostante le incredibili somme di denaro investite.

Una strategia simile in un contesto totalmente diverso

Il primo ministro Narendra Modi, tramontata la speranza di rivedere il fiume pulito entro il 2020, ha presentato un nuovo progetto di depurazione degli scarichi. Tuttavia, le attuali capacità dell’amministrazione locale permettono di regolare solo un quarto delle fognature domestiche della sola città di Varanasi. Una delle soluzioni proposte da Eco-Baba è l’installazione degli impianti di depurazione ideati per il fiume Kali Bein nei villaggi lungo il Gange. Secondo le stime di Seechewal, i costi d’installazione e funzionamento risulterebbero comunque inferiori a quelli derivati dal consumo energetico delle attuali pompe di drenaggio. Un’ipotesi vantaggiosa tanto dal punto di vista economico quanto a livello ambientale che ha subito convinto il governo centrale.

Il progetto di Sant Balbir Singh Seechewal nelle grandi città

Questo sistema ambizioso ed economico, nonostante abbia già portato benefici a più di trecento villaggi locali, potrebbe non funzionare per le città più grandi. In grandi centri come Varanasi, infatti, neanche l’installazione di nuovi impianti per il trattamento delle acque nere sembrerebbe essere sufficiente ad arginare l’inquinamento del fiume. Il tempo scarseggia ed il governo indiano non può più permettersi passi falsi pur brancolando nel buio. A vent’anni dall’inizio della prima impresa di Sant Balbir Singh Seechewal, l’India affronta la sfida più dura della sua storia.

” Non si può ripulire un fiume esclusivamente evitando gli scarichi di rifiuti o utilizzando sistemi di depurazione dell’acqua. E’ infatti fondamentale preservare le sue condizioni naturali per permettergli di usufruire della propria capacità auto-depurante. ”

Sant Balbir Singh Seechewal

Alessandro Gargiulo

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