Sap: l’Italia crea il materiale per la rigenerazione del midollo spinale

Immagine da: www.quotidianocontribuenti.com
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La ricerca per la riparazione delle lesioni nervose – Ancora un traguardo italiano, forse passato fin troppo inosservato: l’Istituto Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (FG) contribuisce alla realizzazione del primo tessuto nervoso in grado di rigenerare le lesioni del midollo spinale.

“Sap” (Self Assembling Peptides) è la sigla di un futuro più roseo per tutti coloro costretti sulla sedia a rotelle. La collaborazione è avvenuta tra il Center for Nanomedicine and Tissue Engineering dell’IRCCS (Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo), insieme all’ASST (Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano), l’Università di Milano Bicocca e le Associazioni No profit concernenti la ricerca delle malattie degenerative (Revert Onlus).  Si tratta di una neuroprotesi inizialmente testata sugli animali, i quali hanno reagito bene al trapianto.

Il tessuto ha natura biologica (biocompatibile, sintetico e composto dal 99% d’acqua) e permetterebbe la rigenerazione nervosa delle lesioni midollari. “La nostra nanoprotesi è composta da piccoli frammenti di proteine, chiamate peptidi auto-assemblanti e cellule staminali neurali“, afferma Fabrizio Gelain, uno dei coordinatori dello studio. “Si è dimostrato in grado di creare una sorta di ‘ponte’ nella sede della lesione”. La Sap viene fatta maturare in laboratorio e successivamente trapiantata; si contano 2 o 3 anni per un’effettiva sperimentazione clinica, il che è sicuramente sorprendente.




La costituzione di questo materiale permette di ipotizzarne numerosi utilizzi, alcuni mirati anche ad altri tessuti, come del cuore o della pelle, risultando decisamente versatile. Angelo Vescovi, secondo coordinatore della ricerca, ci tiene a ricordare un episodio che forse ha sancito gli inizi di questo percorso: fu proprio una telefonata di Christopher Reeve, il Superman più famoso di tutti i tempi, a suggellare questo tacito accordo, il quale aveva forse colto la potenzialità delle cellule specializzate.

Mi chiamò la prima volta nel 2000, dopo aver letto delle mie ricerche del 1999 sulla trasformazione di cellule del cervello in cellule del sangue. Adesso sappiamo che la plasticità dei tessuti adulti non ha limiti.

L’Italia non arresta la propria corsa e con il Sap colleziona un nuovo, possibile, traguardo; da un lato, ci si aspetta qualche nuova tappa, viste le conquiste degli ultimi due anni – ricordiamo l’impresa suggestiva della mano bionica. Ecco l’ennesima traccia di una nuova speranza, non  solo per la ricerca, ma all’insegna della cultura e del buon pensiero: il nostro Paese non ne ha mai avuto così tanto bisogno come in questo periodo.

Eugenio Bianco

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