Sardegna Pride 2018: musica e colori per chiedere pari diritti

Cagliari diventa arcobaleno. Un'unica richiesta: essere ascoltati

Si è svolto ieri sera a Cagliari l’unica tappa del Gay pride dell’isola, che ha visto sfilare in corteo migliaia di persone tra carri, musica, balli e bandiere arcobaleno sventolate in alto.

Fonte: Cagliaripad

Sono circa trentamila le persone che hanno sfilato ieri sera al Sardegna Pride organizzato a Cagliari. La richiesta? Libertà e diritti civili per le persone lesbiche, gay, bisessuali, trans, intersessuali e queer.

Il corteo è partito alle 18 da via Sant’Alenixedda per poi passare in via Salaris, via Dante, via Paoli, via Sonnino, via XX Settembre, via Roma, Largo Carlo Felice e infine terminare in Piazza Yenne. La serata si è conclusa con musica e balli presso l’Area Beach Lounge a Quartu.

Qualche piccolo disagio per il traffico, ma per il resto tutto è andato secondo programma: musica dai carri, interventi, letture, bandiere arcobaleno, striscioni e tantissimi colori in una giornata di festa.

Perché di questo si è trattato: una giornata di festa in cui poter gridare i propri diritti e per una volta essere ascoltati senza nessuna discriminazione.

L’organizzazione

Ad organizzare l’evento è stato il Coordinamento Sardegna Pride che raggruppa, con il patrocinio di Arc onlus, Famiglie Arcobaleno, Mos – Movimento omosessuale sardo, Unica Lgbt, Agedo, Sardegna Queer, Gaynet, Cgil Ufficio nuovi diritti.

Tra i presenti il sindaco di Assemini Sabrina Licheri, il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru e, immancabile come ogni anno, il sindaco di Cagliari Massimo Zedda.

La manifestazione

Il Sardegna Pride è stato aperto dalla madrina Federica Cacciola, attrice siciliana, nota sul web come Martina dell’Ombra, che ha letto una “lettera ai gay”.

Si sono alternate letture e interventi delle diverse figure politiche presenti.

Questo grande corteo, che è sicuramente un colorato momento di festa, è in primo luogo un’occasione di rivendicazione politica” ha scritto il Coordinamento Sardegna Pride.

Con lo slogan ‘Esistiamo, resistiamo!‘ il movimento Lgbt della Sardegna vuole rivendicare la propria esistenza e richiede la libertà di esprimere se stessi in tutti i contesti.

 “Scomparire completamente dal dibattito pubblico e ritornarci come persone oggetto di discriminazione e sberleffo, da parte di esponenti pubblici e politici, comporta sia la messa in discussione dei diritti, sia la creazione di un terreno fertile per razzismo, sessismo e omofobia“.

Con l’attuale governo il ministro della famiglia Lorenzo Fontana ha imposto un presunto modello di famiglia “tradizionale”.

Estendere i diritti non ha mai fatto male a nessuno, anzi estenderli ha garantito migliori condizioni di vita a interi popoli, oltre che a interi paesi. Quindi si manifesta perché ci siamo diritti per tutti” è l’appello del sindaco Zedda.

“In un momento storico in cui discriminazioni vecchie e nuove sembrano prendere il sopravvento” – ha proseguito – “serve l’impegno di tutti in difesa dei diritti. Ogni diritto in più è una nuova conquista per tutti: abbiamo sempre lavorato in questa direzione e così andremo avanti, per fare in modo che Cagliari possa continuare a essere un esempio”.

Gli fa eco Pigliaru: “I diritti sono sacrosanti e vanno riaffermati con maggiore forza soprattutto quando un ministro della Repubblica li mette in discussione. Oggi rivendichiamo diritti basilari, e indossiamo in tanti una maglietta rossa perché qualunque sia l’opinione sui flussi migratori, la vita umana viene prima di tutto”.

Il messaggio

Il simbolo adottato dal Sardegna Pride 2018 è un drappo rosso, “come il sangue che sta macchiando le coscienze europee davanti alla tragedia dell’immigrazione nei nostri mari“.

Musica e colori per rivendicare i propri diritti ma anche per ricordare quel triste 28 giugno 1969, che ha visto violenti scontri tra gruppi di omosessuali e la polizia a New York. L’inizio della lotta per affermare i diritti della comunità lgbt.

Sono passati quasi cinquant’anni e l’Italia è ancora ferma. Non esiste infatti una legge specifica sull’omofobia e le norme sui diritti delle coppie omosessuali sono ancora incomplete.

Con il Sardegna Pride 2018 si è conclusa la Queeresima, quaranta giorni di incontri, mostre e dibattiti per promuovere i diritti e la cultura delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e queer.

                                                                                                                  Valentina Bruzzo

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