SARS ufficialmente sciolta: protestare serve e, soprattutto, funziona. Ma adesso?

SARS ufficialmente sciolta. Ci riferiamo alla Special Anti Robbery Squad, forza di polizia nigeriana nata nel 1992 e famosa per i suoi abusi e le sue torture, portate alla luce dal lavoro di Amnesty International. Dopo l’annuncio dell’Ispettore Generale della Polizia Adamu, il presidente nigeriano Buhari ne ha confermato lo scioglimento.

Ora, la Nigeria prova a volgere uno sguardo al futuro.




SARS ufficialmente sciolta: Cosa succede ora?

Il primo provvedimento è ovviamente lo scioglimento di questo corpo di polizia. Adamu ha annunciato la nascita di un corpo sostitutivo e meglio addestrato, oltre che la rimozione degli agenti della SARS, ma il timore dei protestanti è che sia un cambiamento puramente formale. Si teme, infatti, che la violenza sia insita alla polizia nigeriana e che non dipenda solo e soltanto da questo comparto.

Basti pensare a come la polizia ha trattato i manifestanti. Amnesty International, rilanciata dalla CNN, parla di dieci vittime negli scontri, in cui la polizia non ha esitato ad usare cannoni ad acqua o manganelli.

Fortunatamente, sono accorsi alle proteste sia medici per soccorrere i protestanti, sia gli organizzatori delle proteste, che in tutta la Nigeria hanno fornito cibo, acqua e beni di necessità a chi protestava. È la testimonianza del grido di un’unica nazione, che chiede la fine della brutalità nelle forze dell’ordine.

Un altro aspetto problematico è l’annuncio, privo di attuazione, della rimozione degli agenti della SARS, ora semplicemente ricollocati: ma ancora pericolosi.

Secondo il direttore di Amnesty International in Nigeria, Osai Ojigho, il grande problema sta non in ciò che è stato annunciato, ma nel non detto. Non si è parlato, infatti, di pene per gli abusi e le violazioni dei diritti umani perpetrati dagli agenti della SARS. Tutto questo non fa che alimentare una spinta, da parte dei protestanti, per una riforma dell’intero corpo della polizia.

Ricordiamoci di cosa stiamo parlando

Violazioni dei diritti umani, omicidi, tortura: questa è la forza di polizia contro cui protesta la Nigeria, ma non solo. Le proteste, infatti, sono arrivate anche a Londra, Dublino, New York e in Ontario, grazie anche all’azione di diffusione di Twitter.

Gli obiettivi principali della SARS sono nigeriani giovani, di classe medio-alta, da rapire per riscatti o da derubare. Le loro violenze cominciano già nel 1996, con l’arresto di due guardie giurate, ritrovate nel 1997 in un obitorio senza una spiegazione ufficiale del loro decesso. La prima accusa da parte di Amnesty International arriva nel 2010, quando tre ciclisti vengono arrestati, picchiati e rinchiusi per una settimana; è sempre del 2010 l’omicidio di un ragazzo di quindici anni, da parte della SARS, nella sua scuola superiore. Nel 2011 viene scoperto un piano di un agente della SARS, Musa Agbu, per bombardare i quartieri generali della polizia. Nel 2019, la SARS uccide in una sparatoria una donna incinta e due agenti vengono linciati dalla folla ed è sempre notizia del 2019 l’omicidio di due sospetti ladri dopo il loro arresto.

La protesta #EndSARS è cominciata con il caso eclatante di un video, diffuso su Twitter, dove si mostrava un ragazzo, trascinato fuori dal suo SUV dagli agenti del SARS e ucciso con un colpo di pistola nella città di Ughelli. Immagini forti, che speriamo di non rivedere più, per il bene della Nigeria.

Giulia Terralavoro

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