Ancora sbarchi fantasma, due imbarcazioni raggiungono le coste sarde

Il numero di migranti sbarcati in Italia è in calo: a confermarlo è il Cruscotto giornaliero, che mostra un decremento della quantità di migranti giunti in Italia dal 1 gennaio 2019 ad oggi.

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Sono definiti “sbarchi fantasma” e fanno riferimento ai migranti che già dal 2017 giungono in terre italiane, facendo perdere le proprie tracce e diventando appunto veri e propri fantasmi.

A pochi giorni di distanza, prima ad Agrigento e poi in Sardegna , sono stati registrati diversi sbarchi di migranti provenienti dalla Tunisia. Solo pochi giorni fa, lungo la spiaggia di Siculiana Marina, almeno 35 migranti  provenienti dalla Tunisia sono riusciti ad approdare indisturbati lungo la spiaggia in provincia di Agrigento.

I migranti hanno prima tentato la fuga, ma poi le forze dell’ordine sono riuscite ad identificarne almeno quindici. Gli inquirenti ritengono che le due barche in legno siano state trainate fino a poche miglia dalla costa da una nave madre successivamente dileguatasi, un metodo già collaudato dagli scafisti facilitati adesso dall’assoluta mancanza di controlli nel Mediterraneo. 

Durante la giornata del 2 maggio, sulla spiaggia sarda di Porto Pino (Sant’Anna Arresi) sono stati registrati medesimamente due sbarchi provenienti dall’Algeria. Il primo barchino con a bordo quattro uomini ed il secondo con a bordo undici uomini. Nelle prossime ore verranno trasferiti a Cagliari, nel centro accoglienza di Monastir.

Secondo QF  negli ultimi due anni sono diminuiti gli sbarchi dalle coste libiche ma sono aumentati gli sbarchi fantasma dalle coste tunisine, sbarchi che sono “più preoccupanti”.  Nel Marzo 2019 il Procuratore aggiunto di Palermo, Marzia Sabella, nel corso della sua audizione davanti alla Commissione nazionale antimafia ha affermato:

Abbiamo avuto modo di verificare che nella gran parte dei casi  di sbarchi fantasma vi è dietro una associazione. Queste organizzano i viaggi e garantiscono non solo dei viaggi continui, anche in condizioni meteo avverse ma anche servizi, come la conduzione a destinazione, nel Nord Italia o in Europa. E garantisce soprattutto la non identificazione di questi soggetti che è il dato più preoccupante. Che può servire a diverse finalità”.

Sarah Sautariello

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