Scampia solidale ai tempi del Coronavirus, quella a cui pochi danno voce

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Oggi vogliamo raccontarvi la storia di una Scampia solidale e onesta, l’altra faccia di un quartiere che va oltre gli stereotipi. In questi giorni di disagio e povertà, ci sono angeli con la mascherina, pronti a offrire il proprio aiuto alle famiglie più bisognose.

Scampia è diventata famosa per essere la periferia stretta nella morsa della Camorra, ed ogni volta che uno ne parla il riferimento diventa quasi un obbligo. Ultimamente si è discusso molto sul famoso business che la criminalità organizzata starebbe cercando di diffondere, attraverso prestiti camuffati da aiuti. Queste fantomatiche donazioni vengono fatte con un preciso scopo: comprarsi la fiducia del popolo.

La mafia non fa niente per niente, se oggi ti dà una mano poi domani viene a prendersi tutto il braccio:

Precostituisce un credito straordinario che andrà a riscuotere appena finirà l’emergenza.

Così, il sostituto Procuratore DDA di Napoli, ha dichiarato nell’intervista rilasciata alle Iene. Coloro che magari, oggi, accettano l’aiuto da parte di persone sbagliate, domani si ritroveranno a dover sottostare  a richieste illegali.

La camorra agisce indisturbata facendo leva sulla povertà della gente, dove lo Stato non arriva ci pensano loro, ma a quale prezzo?

Le persone sono sempre più disperate e questa pandemia non ha fatto che alimentare la sofferenza da Nord a Sud, senza risparmiare nessuno.

Esiste, però, un’altra facciata di questo sobborgo, una Scampia solidale che opera attraverso ben tre centri di distribuzione alimentare; si contano la bellezza di 35 associazioni che stanno dando una mano alle persone in difficoltà.

Dalla chiesa alle società sportive, sono numerosi i volontari accorsi in queste settimane, persone che hanno un unico scopo: aiutare più famiglie possibili.

Quasi 1500 famiglie, pari al 10% della popolazione di Scampia, ricevono ogni giorno aiuti da questi volontari in mascherina. Eroi che silenziosamente lasciano buste della spesa vicino ai portoni di casa:

Noi non vediamo i volti delle persone. Noi lasciamo il pacco fuori dal portone, chiamiamo la persona che scende e si prende il pacco senza vederci, per non togliere la dignità alle persone.





Parole che descrivono una Scampia solidale, fatta di cittadini che hanno a cuore l’interesse del prossimo e non quello della criminalità. Persone che meritano di essere trattate con dignità, appunto, e non con numeri e promesse.

Ci sono giornalisti, politici e personaggi pubblici che hanno utilizzato parole forti, dure, di disprezzo nei confronti dei meridionali. Troppo spesso leggiamo termini inappropriati che lasciano l’amaro in bocca, espressioni che hanno iniziato ad entrare nelle nostre case diventando il nostro pane quotidiano.

Nonostante passi il tempo questo divario tra Nord e Sud non cambia, eppure, in un momento come questo, ci ritroviamo tutti “sulla stessa barca” ad affrontare gli stessi problemi, le medesime preoccupazioni.

Prima di iniziare a farci la guerra tra di noi e lasciare che la nostra vita venga manipolata da criminali travestiti da santi protettori, ricordiamoci che esistono uomini e donne di ogni età ed etnia che hanno raccolto fondi a sostentamento dei più bisognosi.

L’Italia non è solo “pizza, pasta e mafia”, ma è fatta di persone che hanno usato la propria popolarità sui social per creare strutture ospedaliere, aiuti economici e sostegno psicologico.

Rammentiamo che questa è casa nostra, da nord a sud, che siamo persone prima di essere cittadini e che la solidarietà sarà sempre una di quelle caratteristiche distintive, nonostante essa agisca nel cuore della notte, a telecamere spente.

Come disse Alessandro Siani in un celebre film: “Quando vieni al Sud piangi due volte: quando arrivi e quando te ne vai“, e noi abbiamo pianto già abbastanza, ora è tempo di sorridere insieme.

 

Silvia Morreale

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