Scelta dei “miti”. L’impatto dei personaggi “oscuri” di ieri, sulle vite dei ragazzi di oggi

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libanese-e-dnadi“Una volta un ragazzo mi ha detto: “Grande, voglio essere come te, voglio essere il Renato Vallanzasca del duemila”. Gli ho risposto: “Come vuoi, ma prima guardami. Mi sono fatto quarant’anni di galera ed ecco come sono ridotto. Ora, se credi, fai pure…”.

Renato Vallanzasca – Oggi

Una cosa è certa; oggi assistiamo sempre di più ad un fenomeno particolare; quello di idolatrare quei personaggi considerati “negativi” o “oscuri”.

Voglio precisare in questa sede che non voglio colpevolizzare nè istituzioni e non voglio puntare il dito contro chi sceglie cosa seguire. Ognuno sceglie la sua vita e i suoi “miti“. Quello che voglio fare è solo analizzare, in un certo senso, questa tendenza sociale odierna, nel mitizzare delle persone che non sono proprio state un esempio.

La domanda che ci si pone è sempre la stessa: “Perchè i ragazzi, oggi, sono attratti da quei modelli rappresentati in serie tv come “Romanzo Criminale” o “Gomorra”?

La risposta non va cercata dallo psicologo, nè a scuola o in quei posti dove crediamo si possa costruire un educazione, o al contrario, dove crediamo si possa perderla (discoteca, locali notturni ecc). No, io credo che la risposta vada cercata intorno a noi, nella società in cui viviamo; perchè è la società che crea la vita quotidiana ed è la società che scatena quei conflitti interiori presenti oggi nelle persone. Conflitti che a volte si trasformano in “complessi” e di conseguenza in rabbia.

Il pensiero comune, sopratutto nei più anziani è che l’attuale crisi economica, sia stata quasi benefica, per insegnare cos’è il sacrificio a quei giovani che sono nati nella spensieratezza economica degli anni ottanta.

Io credo che la crisi, invece, abbia creato un maggiore rispetto solo per il denaro; tanto disprezzato da molti, ma alla fine cercato da tutti. Quando si è cresciuti in un clima capitalista, bombardati da messaggi mediatici su grandi griffe e dove tutto è basato sul benessere, la mancanza improvvisa di denaro, presente nelle tasche di tutti (nei limiti del possibile), scatena una rabbia al pari di un esplosione atomica.

Quando si verifica una crisi economica come quella che stiamo vivendo, si evidenzia ancora di più quella linea tra “ricchi e poveri”, creando quelle divergenze sociali e quel crollo di valori, tipico di una società destinata al tracollo.

Ovviamente non possiamo incolpare un singolo evento di tutto, ma l’effetto domino di un elemento importante, può essere devastante. Osservando in televisione politici colti in flagranza di reato, cavarsela in ogni caso, leggi varate ad hoc per gli scopi di “alcuni” e non per tutti i cittadini, il nostro ambiente distrutto da personaggi avidi, lavoratori devastati da tasse inutili, truffatori che vengono scagionati per le solite “mazzette”, mentre persone che hanno sacrificato la loro vita all’onestà, dormono in macchina.

Questo è solo un piccolo elenco di quello che ci circonda, ma sufficiente per arrivare al punto. Quindi ci chiediamo, a questo punto: “Gli idoli “sbagliati” sono davvero sbagliati?”.

Certamente si! Ma?…. Non si vuole certo giustificare chi ha commesso rapine o omicidi, ma sarebbe meglio focalizzare la nostra attenzione proprio sul fatto che se persone così vengono idolatrate, la questione è molto più seria di quel che si pensa. Quando si guarda in televisione la storia vera di un gangster o di un qualsiasi malavitoso, di certo si rimane affascinati, ma bisogna stare attenti ad un piccolo dettaglio.

Rimanere affascinati è normale, ma prendere d’esempio e ben altra cosa. Quando osserviamo la storia di un qualsiasi personaggio di questo tipo, facciamo l’errore comune di non considerare mai, la chiave “romantica” in cui questo personaggio viene descritto in un film o una serie tv. Invece, la prima cosa fondamentale, sarebbe proprio pensare che “la strada” è ben altro. Arrivare a essere il “capo” che tanto ci affascina, passa attraverso una serie di eventi che molti tendono a trascurare, pensando alla montagna di soldi sul tavolo.

Altro elemento fondamentale, dove le istituzioni sono colpevoli è proprio quella differenza tra un criminale e l’altro. Quante volte abbiamo sentito notizie al telegiornale dove, per gli stessi reati, “tizio” veniva scagionato grazie ai suoi noti contatti politici e “Caio” invece si prendeva quattro ergastoli, per non aver voluto piegarsi ai voleri della parte marcia dello Stato?

Questo tipo di vicende, non fa altro che rafforzare da una parte l’ammirazione per il “martire” che si fa quattro ergastoli e dall’altra, il pensiero che “se sai vivere” in questo mondo, diventi un “Re”.

Bisogna appellarsi alle istituzioni statali, colpevoli di punire, ma non educare. La parte sconvolgente di questa realtà è quella dove ci rendiamo conto che le istituzioni creino questo tipo di situazione di proposito. Fantasie di persone in difficoltà? Complottismo? Forse, ma forse no.

Quello a cui assistiamo è preoccupante, anche se, come spesso è accaduto nella storia, non ci si preoccupa più di tanto, fin quando il problema non arrivi al punto di non ritorno.

Ma quello che le istituzioni dovrebbero fare è cercare di far tornare la speranza a chi l’ha persa. Avere un lavoro dignitoso, passeggiare in una società sicura, poter permettersi una vita “normale”, invece di vivere nella rabbia e nell’invidia di un immagine del politico milionario, potrebbe essere l’unica soluzione per evitare che i ragazzi di oggi, diventino i personaggi oscuri di domani. Oggi è solo fantasia, ma domani potrebbe essere realtà e in un paese come l’Italia, non si dovrebbe sottovalutare un’ipotesi di questo tipo.

L’esempio è ciò che trascina di più un popolo. Non i talk show, dove l’unico esempio è quello di mostrare che si può ottenere una vita facile, stando seduti su una sedia a parlare degli argomenti più inutili; nè i vari educatori e psicologi che vengono chiamati per recuperare l’irrecuperabile. Quindi, facciamo tornare quei valori, ormai persi, con l’esempio e forse, gli idoli futuri saranno differenti e magari i nostri figli torneranno a voler fare “l’astronauta” e non altro.

 

 

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