Inventata una schiuma assorbi anidride carbonica

Ricercatori della Rice University (una università molto votata alla ricerca con sede a Houston in Texas) hanno dato notizia in uno studio pubblicato sulla rivista ACSnano di aver inventato una schiuma dalle molteplici possibili applicazioni, la più interessante della quale è una tecnologia eco-friendly, funziona come una spugna che assorbe il diossido di carbonio (o anidride carbonica).
Il materiale di cui è composta la schiuma assorbi anidride carbonica
I ricercatori sono partiti da una materiale che si chiama boro nitruro esagonale (h-BN), il nitruro di boro è un composto chimico binario, composto cioè in parti uguali, da azoto e boro. Si presenta in tre forme molto diverse tra loro, una è analoga al diamante (dunque eccezionalmente dura), il boro nitruro esagonale è invece molto simile alla grafite e uno dei suoi usi è come lubrificante.



Cosa hanno fatto i ricercatori della Rice University
Lo studio è stato finanziato dall’ufficio per la ricerca scientifica dell’aeronautica militare come si apprende dal comunicato della Rice University, i ricercatori sono partiti da fogli bidimensionali di h-BN e hanno scoperto che raffreddandoli si trasformano in una schiuma, una schiuma che però non è molto resistente, si scioglie nei liquidi. In seguito hanno però scoperto che aggiungendoci una parte, anche molto piccola, di alcol polivinilico si trasforma in un composto molto più resistente ed utile.
Applicazioni della schiuma
di boro nitruro esagonale
Come anticipato la più interessante sembra quella di essere in grado di assorbire anidride carbonica e infatti gli stessi ricercatori l’hanno inserito nel titolo del proprio articolo.
Secondo delle simulazioni la schiuma può assorbire diossido di carbonio fino al 340% del suo peso, anidride carbonica che, continuando l’analogia col funzionamento di una spugna, può essere anche rilasciata. Il materiale può effettuare almeno 2000 cicli.




Altre possibili applicazioni della schiuma sono nell’assorbimento di altri tipi di gas e liquidi, il tutto dipende da svilupparla con pori della giusta dimensione per l’applicazione desiderata (ad esempio separare petrolio dall’acqua), oppure rivestendola con un polimero chiamato polidimetil silossano diventa uno scudo dal laser che può essere usato come protezione sia di tessuti biologici quando il laser viene usato in chirurgia che di componenti elettroniche.

 

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