Scienza? Per i bambini non è più cosa da uomini!

Una buona notizia per la parità di genere.

Uno studio americano ha chiesto ai bambini di disegnare un ricercatore: i risultati mostrano nel tempo una percentuale maggiore di donne negli schizzi.

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Quando, cinquant’anni fa, veniva chiesto ai bambini americani di raffigurare una persona di scienza, meno di un bambino su 100 lo dipingeva donna. Oggi, quella quota è salita a uno su tre.
La maggior parte degli scolari statunitensi vede ancora la scienza come una professione maschile. Tuttavia, gli stereotipi che associano soltanto gli uomini alla professione scientifica sembrano finalmente essersi indeboliti nel tempo.

I bambini ci guardano.

Per indagare su come sono cambiati i disegni dei bambini nel corso dei decenni, un team di ricercatori di psicologia ha combinato e analizzato i risultati di 78 studi denominati “disegna uno scienziato”, realizzati tra il 1966 e il 2016. È stato chiesto a più di 20.000 bambini statunitensi dall’asilo alle scuole superiori di rappresentare un ricercatore.

Negli anni ‘60 e ‘70, il 99,4% dei bambini disegnava uno scienziato maschio. Questa proporzione è scesa a una media del 72% negli studi pubblicati tra il 1985 e il 2016. Nel 2010, circa un disegno su tre ritraeva una scienziata.

David Miller, ricercatore di psicologia alla Northwestern University di Evanston, Illinois, afferma:

“Questo cambiamento di percezione è probabilmente il risultato di un numero crescente di donne che diventano scienziati, e di come i mass media presentino più spesso ricercatori donna”.

I risultati sono stati pubblicati su Child Development lo scorso 20 marzo 2018.

I ricercatori hanno anche osservato come gli stereotipi sugli scienziati cambiano man mano che i bambini crescono. Dagli anni ‘80 in poi, una media del 30% delle ragazze e dell’83% dei ragazzi di 6 anni ha abbozzato scienziati maschi. Ma all’età di 16 anni, quella percentuale sale al 75% nelle ragazze e al 98% nei ragazzi.

“Questi risultati – continua Miller – suggeriscono che i bambini, specialmente quelli più grandi, tendono a collegare la scienza con gli uomini, probabilmente perché le donne rimangono sottorappresentate in alcuni campi come ad esempio la Fisica”.





La lunga salita verso la parità

“I bambini disegnano ciò che vedono”, dice Toni Schmader, scienziato psicologo presso l’Università della British Columbia a Vancouver, in Canada. “I risultati suggeriscono che i bambini devono imparare di più sui ruoli delle donne nella scienza, perché gli stereotipi possono influenzare ciò che i bambini credono di poter fare o no. Se possiamo cambiare queste rappresentazioni stereotipate, le ragazze potrebbero essere più facilmente in grado di immaginare un futuro per se stesse nella scienza”.

Insomma, sebbene la strada che conduce alla parità di genere nel mondo scientifico appaia ancora in salita, oggi arriva una buona notizia dalle generazioni di domani.

Roberto Bovolenta

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