Sclerosi multipla: il nuovo farmaco somministrato su tre pazienti

L’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta “festeggia” la giornata mondiale della sclerosi multipla con la somministrazione del nuovo farmaco Ocrelizumab

Immagine da: tOrange.biz
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Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta – Risale a qualche giorno fa il primo utilizzo dello Ocrelizumab; il nuovo farmaco è quasi in concomitanza con la giornata mondiale della sclerosi multipla.

Il farmaco è idoneo a forme primariamente progressive e secondariamente progressive, sino ad oggi intrattabili con farmaci specifici. Michele Vecchio, primario dell’ospedale di Sant’Elia e presidente regionale della Società italiana di neurologia, ha annunciato il suo uso presso il congresso Highlights in Neurology in corso a Pantelleria.

Questo farmaco viene somministrato una volta ogni sei mesi. Siamo stati tra i primi in Sicilia, questo grazie anche alla sensibilità del direttore generale dell’Asp di Caltanissetta Alessandro Caltagirone, visto che è un farmaco molto costoso che incide parecchio sul bilancio. Questo trattamento investe due categorie di pazienti per le quali fino ad oggi non vi era alcun tipo di trattamento





Oggi la patologia colpisce 120 mila persone in tutta Italia; con la divulgazione del farmaco viene definita un’aspettativa di vita più alta rispetto agli anni precedenti. Le strutture ospedaliere potranno in futuro rincuorare i propri pazienti, evitando infiammazioni, disabilità e concedendo una vita parzialmente normale.

E’ una situazione rivoluzionaria e che entra in scena quasi in linea con la giornata mondiale della sclerosi multipla: sono infatti 600 mila in Europa a soffrire della patologia; il trattamento della malattia non è mai stato facile, poiché spesso risulta invisibile, per alcuni versi. La giornata mondiale rinnova il sostegno per tutte le persone affette dalla SM, con particolare attenzione ai trattamenti e al riconoscimento dei sintomi.

Risale allo scorso hanno il tentativo di trattamento con le cellule staminali condotto dal prof. Angelo Vescovi: anche in quel caso la somministrazione avvenne per tre pazienti, i quali non mostrarono particolari effetti collaterali. Di strada ne abbiamo fatta parecchia e, nonostante non esista ancora una cura definitiva, gli ultimi risultati fanno ben sperare.

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