Sconti su tasse universitarie:chi sarà il miglior offerente?

Tasse universitarie:chi offre di più

In campagna elettorale si sa, diverse sono le promesse che gli elettori sono costretti ad ascoltare. Tra le ultime, gli sconti sulle tasse universitarie. Chi offrirà di meno?

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In campagna elettorale si sa, diverse sono le promesse che gli elettori sono costretti ad ascoltare. Tra le ultime, gli sconti sulle tasse universitarie.

Polemiche sull’abolizione proposta da Pietro Grasso (Liberi e Uguali) Renzi: «Favore a ricchi e fuori corso». Calenda: «È trumpiana». Il taglio costerebbe 1,7 miliardi di euro. E si parla anche di rifinanziare gli atenei e il diritto allo studio.

Il taglio delle tasse per 1,7 miliardi di euro (circa uno se riservato agli atenei pubblici) può privilegiare i «ricchi», moltiplicando le diseguaglianze che invece vanno ridotte. Dall’altra parte si sostiene che l’istruzione rientra nei diritti universali, non è solo un «servizio». In quanto diritti, scuola e università devono essere gratuiti e pagati con una fiscalità generale resa molto più equa.

Discusse, quindi, sono state le proposte politiche degli ultimi giorni. In particolare, si preme sul fatto che, da una recente statistica, circa il 70% dei giovani si orienteranno per l’astensionismo per le future e prossime elezioni.

Ecco spiegato, forse, la strategia delle tasse universitarie.




In Germania (decidono i Länder), in Austria, Croazia, Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria e in Grecia l’istruzione universitaria è gratuita. Roberto Speranza (LeU), ha ricordato un altro aspetto del problema: l’abolizione delle tasse – magari con un rifinanziamento di scuola e università, oltre che del diritto allo studio – permetterebbe di aumentare le immatricolazioni e i laureati.

Grassi sostiene che a pagare di più debbano essere i più ricchi, Renzi favorisce i fuoricorso. Da qualsiasi prospettiva si voglia osservare la situazione, si rischia di incappare in un nuovo specchio per le allodole.

Anche i rettori delle università sono intervenuti, sottolineando la priorità di dare accesso ai giovani con reddito basso o più indigenti.

In Italia studiare costa, è vero, ma gli aiuti, i finanziamenti e i diversi sussidi non serviranno a risolvere la situazione.

Solo un equo sistema fiscale potrebbe dimostrarsi una proposta degna di questo nome. Questo perchè, in realtà, in Italia sconti, in base al modello Isee o altri fattori, sono già attivi.

Anna Rahinò

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