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Scott Pilgrim: la storia di un autore diventato famoso grazie ad un ventitreenne

Scott Pilgrim vs the World su console. Da: cottommy.deviantart.com
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Nel mondo dell’intrattenimento, pochi sono i veri e propri prodotti che restano nell’immaginario collettivo. Sono quelle produzioni uniche, che possono essere singole o durare per un po’, e ciascuna di queste ha la capacità di portare qualcosa di nuovo sulla piazza, o semplicemente di glorificarsi nel citazionismo più puro, per il piacere di guardare gli altri dire “ehi, questo lo ricordo!”. Scott Pilgrim è una di queste produzioni.

Nato dalla mente del canadese Brian Lee O’ Malley, “Scott Pilgrim” tratta della storia dell’omonimo ragazzo ventitreenne e del suo strambo amore per una ragazza, di nome Ramona, immergendola nelle citazioni e in un cast convincente e fresco, pieno di personaggi “polivalenti” e situazioni al limite del surreale. E’ come se la storia fosse stata scritta per risultare realistica, ma al contempo le varie citazioni, accompagnate da una scrittura dalle battute veloci, che ricalca il botta e risposta, tiri fuori a forza lo spettatore, gettandolo violentemente in una situazione pseudo-nonsense per far fare qualche risata. E Scott Pilgrim fa tutto questo in diversi formati. Dapprima nato come fumetto (in gergo “Graphic Novel”, Novella Grafica) nel 2004, nel 2010 ha visto il suo picco grazie ad un film, chiamato “Scott Pilgrim Vs. The World”, accompagnato addirittura da un videogioco per Playstation 3 ed Xbox 360 dallo stesso nome e dal carattere di picchiaduro a scorrimento orizzontale, un po’ come si giocava nelle prime sale giochi.

Scott Pilgrim vs the World the movie
Una delle locandine del film. Da: popculturalstudies.wordpress.com

Nonostante il film sia uscito nel 2010, ben 6 anni dopo la prima edizione del fumetto (che conta ben 6 numeri), esso presenta numerose differenze con quest’ultimo, prevalentemente da metà storia in poi, dato che O’ Malley si trovava indietro con la produzione degli ultimi numeri. Molti dei punti della storia del film sono successivamente diventati canonici nel fumetto, che ha ovviamente arricchito la storia aggiungendo dettagli dei personaggi secondari ed un finale più coeso del film. Fortunatamente, anche il videogioco ha seguito una strada simile, andando per vari finali grazie ai numerosi personaggi giocabili e alla profondità dei 7 livelli disponibili. E’ possibile finire il gioco di Scott Pilgrim in pochissimo tempo, ma è proprio la presenza del cast principale (formato da Scott, Kim, Ramona, Stephen Stills, Knives Chau, Wallace e Nega Scott) che aumenta la rigiocabilità e offre una profondità particolare, data da un sistema di livelli che fa crescere i personaggi a seconda di quanti nemici sconfiggono e quanto tempo giocano. Va ricordato, inoltre, un particolare cortometraggio animato basato sull’inizio del secondo volume del fumetto, andato in onda e prodotto dalla compagnia Americana “Adult Swim” in occasione dell’uscita del film.




In generale, Scott Pilgrim prende a piene mani delle citazioni spudorate e totalmente fuori contesto dal panorama videoludico di fine anni ’80 – inizio anni ’90, prevalentemente Nintendo, e risulta fresco ancora al giorno d’oggi (dopo 7 anni dall’uscita), grazie ad uno stile “incastrato” nel passato, ma che strizza l’occhio a chi, oggi, lo guarda, e sa da dove proviene tutto quello che si sta vedendo su schermo. La storia di Scott Pilgrim segue il ragazzo che, nel tentativo di accaparrarsi Ramona e abbandonare il suo passato, sconfigge ben 7 ex malvagi della ragazza, accompagnato da tutti i personaggi del cast, che a modo loro fanno sempre qualcosa per lui, sia di positivo che negativo. La quantità di storie secondarie è mastodontica.

Quello di Scott Pilgrim è un universo enorme creato da una mente fresca e ricercata, ed è in pochissimo tempo diventato di tendenza, e nonostante gli anni passati, continua ad avere una folta schiera di fan a condividere immagini e video al riguardo dei film o fumetti, anche per il puro segno di rispetto del ricordarlo per ciò che è stato e ciò che è oggi, un’icona del 2010.

Insieme a Scott, però, è giusto ricordare le altre opere di Brian Lee O’ Malley: in prevalenza, molte di queste sono introspettive, come ad esempio il lontano “Alla Deriva”, uscito nel 2003, che racconta la storia di una ragazza delusa da un amore in viaggio con altri 3 “amici” senza una precisa meta, o il recente “Seconds”, uscito nel 2014, che tratta di una ragazza con un carattere piuttosto simile a quello di Scott, ma con degli obbiettivi nella vita e dei complessi che la portano a compiere scelte sbagliate.

Brian Lee O’ Malley è un autore particolare: riesce a trasmettere emozioni e sentimenti con uno stile grafico semplice ma dettagliato, pieno di colori e profondità. Nei grandi occhi neri di ogni personaggio è possibile vedere i sentimenti riversati dall’autore, la storia che raggiunge i limiti dello strambo, e talvolta lo fa apposta per strappare una risata al lettore. Quella di Scott Pilgrim è una serie che è giusto guardare nel puro segno del rispetto di un’icona d’influenza e di tendenza, qualcuno che fa sorridere ed identificare moltissimi ragazzi anche oggi nei personaggi sulle fredde pagine monocromatiche dei fumetti di O’ Malley.

Graziano Ferilli

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