Scritte omofobe sullo scontrino di un ristorante romano

Fonte: blog.uaar.it
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Un 21enne romano omosessuale e il suo fidanzato, avevano intenzione di passare una serata tranquilla alla Locanda Rigatoni, un ristorante vicino Piazza San Giovanni, ed effettivamente così è stato fino al momento del conto. I due giovani avevano ordinato due piatti di carbonara, chiedendo se fosse possibile sostituire il pecorino con del parmigiano. Nulla di trascendentale, se non fosse che il cameriere ha battuto sullo scontrino una frase decisamente spiacevole: “No pecorino – Si Frocio”. A quel punto i due ragazzi, non apprezzando affatto lo scherzo, hanno fatto notare al cameriere che la scritta era totalmente inopportuna, sennonché persistendo nell’irrisione, il lavoratore si è giustificato dicendo che era stato un errore del computer.

coppia gay discriminata
Fonte: rainews.it

Constatando che la discussione si stava protendendo troppo, è intervenuta la proprietaria, la quale seppur abbia deciso di non fargli più pagare il conto, non ha supportato particolarmente i ragazzi. Al termine del diverbio, la coppia ha contattato il sito LGBT Bitchyf ed il relativo numero verde 800713713 Gay Help Line, dove gli hanno offerto supporto legale. Intanto, avendo reso pubblico l’episodio, il ristorante sta collezionando un numero imprecisato di critiche e polemiche, e la direttrice del locale pare disperata: “Il ragazzo che ha battuto quello scontrino è già stato licenziato ovviamente, e tra l’altro veniva a lavorare saltuariamente, solo a chiamata, nei giorni con più prenotazioni. Dispiace che per l’errore di uno ora la nostra attività sia etichettata come omofoba: siamo sempre stati gay-friendly, alcuni camerieri che hanno lavorato qui in passato erano omosessuali e si sono sempre trovati bene. Da noi si è addirittura tenuta la festa di matrimonio di una coppia gay”.




Purtroppo, ogni anno vengono evidenziati più di 20.000 casi di questo tipo. Comportamenti spregevoli, ma che rimangono costantemente impuniti in quanto non considerati particolarmente gravi. Tuttavia, si auspica che le persone artefici di queste azioni prima poi vengano colte da un po’ di sano buonsenso.

Roberta Rosaci

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