Le scuole che ci piacciono: 52mila professori in più nelle cattedre italiane

Prosegue l’impegno del governo per il miglioramento del sistema scolastico. Le news sembrano molto buone e promettenti: l’accordo prevede 52mila posti in più. Queste cattedre verranno ricoperte da docenti con contratti a tempo indeterminato. L’intento di tutto questo è quello di favorire la continuità didattica (garantendo una maggiore stabilità degli insegnanti). Le mosse di questo grande passo avanti (per favorire il corretto funzionamento delle scuole) sono 3:

  1. Oltre 15.000 supplenti diventeranno professori stabili ( e a tempo indeterminato)
  2. Altri 16mila posti vacanti verranno ricollocati e successivamente occupati
  3. Altri 21.000 docenti rimpiazzeranno i colleghi più anziani ( in vista della pensione).




Il commento del ministro dell’istruzione Valeria Fedeli riguardo l’imminente cambiamento nelle scuole

La scuola merita questo riconoscimento. Trasformare ciò che oggi è organico di fatto in organico di diritto significa scegliere di continuare a investire sulla qualità della formazione delle e dei docenti, mettendo al centro gli interessi di studentesse e studenti, famiglie, insegnanti. L’intesa raggiunta è frutto dello sforzo comune compiuto dal Miur e dal Mef nell’effettuare i necessari calcoli a partire da quanto stanziato per questo capitolo nella legge di Bilancio 2017




La “buona scuola” è veramente diventata buona?

Questo cambiamento di marcia sembrerebbe dare una risposta più che soddisfacente alle aspettative ( più che comprensibili) dei precari ( soprattutto quelli “storici“) e dei vincitori di vari concorsi. Le procedure di assunzione cominceranno questa estate per permettere già dal prossimo anno scolastico l’ingresso di “forze nuove“. La distribuzione circa le assunzioni nelle scuole potrebbe subire dei variamenti già dalle prossime settimane. In gioco ci sono le nuove assunzioni da un lato e i trasferimenti dall’altro (60% per i primi e 40% per i secondi). Il motivo di queste (future) oscillazioni è dato dall’intento di poter riavvicinare i docenti che sono lontani da casa. In altre parole il nuovo accordo prevede anche il ricollocamento di questi in luoghi più vicini da casa.




Forse si riuscirà a mettere la parola fine al “fenomeno migratorio” di questi “poveri” professori (messo in atto dalla riforma Renzi-Giannini).

MARCO GALLETTI

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