scuole e terremoti: perchè non si interviene adeguatamente?

la stragrande maggioranza delle scuole non sono a norma

Difficoltà e lentezze amministrative impediscono molto spesso ai fondi( che sono già pochi) destinati alle scuole di arrivare a destinazione

La carenza di professionalità adeguata pesa in patria. Per accedere ai fondi europei occorrono nelle regioni professionisti preparati sul fronte del diritto comunitario. Spesso però queste funzioni vengono affidate a fedelissimi del governante di turno .Nel periodo 2007-2013 l’Unione Europea stanziò 28 miliardi ma solo 16 vennero utilizzati. Quelli impiegati a volte si perdono per strada o finiscono per finanziare progetti discutibili. Qualche anno fa i 750mila del fondo regionale campano di sviluppo e cultura vennero dirottati sul concerto di Elton John. A complicare le cose ci pensa anche la lentezza dei lavori nelle opere pubbliche(scuole comprese) e quella procurata dalle norme.



Gli indici di vulnerabilità mai fatti

Circa il 50% delle scuole italiane sono sprovviste della certificazione sul rischio di vulnerabilità. Gli indici di vulnerabilità sono obbligatori ormai da diversi anni eppure nessuno provvede a farli. A rendere più contorta la faccenda sono gli interventi fatti alla cieca in queste scuole; senza un quadro generale di sicurezza come si fa a sapere come e dove intervenire? Le domande e le contraddizioni sono tante



Il servizio delle iene nelle aree interessate

Nella puntata del 20 febbraio delle Iene l’inviata Nadia Toffa parla delle condizioni nelle quali si trovano le scuole delle aree coinvolte dal terremoto. Da quanto emerge nel video moltissimi comuni non hanno fatto fare l’indice di vulnerabilità in tutte le scuole. A detenere il triste primato sulla mancanza di certezze circa la sicurezza delle scuole è Ascoli Piceno dove addirittura in nessuna struttura sono state fatte fare le certificazioni dovute. L’intervista della iena al sindaco di Ascoli Guido Castelli non è andata a buon fine. La linea difensiva del sindaco si è basata sul principio del “mal comune mezzo gaudio” attraverso il quale egli ha sottolineato che il problema non è solo di Ascoli. Molte domande non hanno trovato risposta e il “comizio elettorale” messo in piedi dal primo cittadino durante l’intervista non ha giovato alla sua figura. Se il servizio ha aiutato a farci un idea va detto però che molte questioni rimangono irrisolte. Le domande dei genitori degli alunni rimangono inascoltate dalle istituzioni politiche. In poche parole ancora non si sa come bisogna intervenire nelle scuole dato che non sono state analizzate correttamente.




Speriamo di avere buone notizie in futuro. Nel frattempo possiamo guardarci il video del servizio di Nadia Toffa mandato in onda alle Iene per trarre qualche conclusione.

MARCO GALLETTI

 

 

 

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