“Sei grassa”. Figlia picchiata dalla madre: non poteva superare i 50kg

Fonte pixabay.com
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Obbligava la figlia 16enne alla dieta: non doveva superare i 50kg. Quando accadeva per la ragazza c’erano solo maltrattamenti e vessazioni

Sei grassa” “sei brutta, fai schifo“.  Vessazioni da parte della madre ad una giovane 16enne. E’ accaduto a Como. La giovane figlia non doveva superare i 50 kg. Questa la morbosa fissazione della madre, 47enne, che si è trasformata in una persecuzione.

La ragazza alta un metro e 72 centimetri, non poteva assolutamente superare i 50 chili. Ogni volta che accadeva, per la giovane 16 enne, erano talvolta botte, ma soprattutto male parole ed insulti. “Sei grassa” o “Fai schifo, ti viene la faccia come quella di un criceto“. E scattava lo stretto regime di dieta forzata: solo verdura per la ragazza. Tutto il resto era escluso: anche la frutta, perché contiene zuccheri. Questo regime ha indotto un grave stato di prostrazione fisica nella figlia 16enne.




La ragazza cercava però cibo di nascosto, anche da amici e parenti, e così la zia, un medico, si è resa conto che la situazione era diventata oggettivamente insostenibile e pericolosa per la giovane. Così ha deciso di denunciare la madre della ragazza e rivolgersi alla Polizia dimostrando, anche con fotografie, i gravi disturbi della nipote, provocati dalla dieta così povera: svenimenti, emicranie, scomparsa del ciclo mestruale, perenne stato di debolezza. A questo è da aggiungere lo stato di prostrazione psicologia cui la ragazza era sottoposta.  E l’umiliazione poi col fratello minore, a cui era invece concesso di mangiare tutto quello che voleva.

Per il gip condotte di “gravità inaudita”

L’adolescente è già stata sentita dai giudici durante l‘incidente probatorio e ha confermato quanto denunciato dalla zia. Così è scattato l’intervento della magistratura che nei confronti della madre – indagata per maltrattamenti aggravati – ha disposto la misura cautelare di allontanamento dalla casa familiare, col divieto di avvicinarsi o anche solo di contattare la ragazza.  Una scelta presa dal gip del tribunale di Como, Carlo Cecchetti – che ha parlato di condotta di “gravità inaudita” – su richiesta del pm Daniela Morini.

 

Francesca Peracchio

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