SEK, unità speciale di polizia tedesca, indagata per scambio di messaggi neonazisti tra gli agenti

Giovedì 10 giugno Peter Beuth, Ministro dell’Interno dell’Assia (Germania), rende noto lo scandalo che ha portato allo scioglimento della SEK, unità speciale della polizia di Francoforte.

Indagini preliminari

Inizialmente le indagini si concentravano su un unico agente dell’unità, un 38enne di Mainz, indagato da aprile per presunto possesso e divulgazione di materiale pedopornografico. La procura di Mainz, a capo delle indagini, ha sequestrato il telefono dell’agente per opportuni controlli. In quest’occasione, ha scoperto una chat di gruppo, i cui partecipanti sono 19 agenti ed un ex-agente dell’unità speciale SEK, tutti uomini tra i 29 e i 54 anni. In questa chat 17 di loro si scambiavano contenuti di stampo neonazista: foto di Hitler, svastiche, insulti rivolti a richiedenti asilo e immagini di un’ex associazione nazionalsocialista. Nonostante la maggior parte dei contenuti risalga al 2016/2017, ne hanno individuati anche alcuni risalenti al 2019. Sono poi seguite ulteriori indagini, che hanno portato, nella giornata di mercoledì 9 giugno, alla perquisizione delle abitazioni di 6 agenti della SEK.

Quali sono le accuse contro gli agenti della SEK

È l’LKA (agenzia di polizia criminale) dell’Assia a occuparsi dal 21 aprile delle indagini all’interno della SEK, per conto della procura di Francoforte. L’LKA sta quindi indagando 17 degli agenti per incitamento all’odio. I rimanenti 3, invece, responsabili dell’unità, non hanno partecipato allo scambio di questi contenuti. Sono tuttavia sospettati di ostruzione alla giustizia, data la mancata segnalazione del problema, inaccettabile all’interno di un’unità come la SEK, che dovrebbe occuparsi della sicurezza cittadina.

Quali saranno le conseguenze per la SEK

Peter Beuth ha deciso di sciogliere la SEK, e durante il botta e risposta con Andreas Hieke di giovedì ha parlato di un necessario nuovo inizio (‘Neustart’). Questa ristrutturazione della SEK è stata affidata a Stefan Müller, ex-capo della SEK ed attuale capo della Questura dell’Assia occidentale. Müller dovrà quindi riorganizzare sia l’addestramento che il supporto psicologico dell’unità.

Nonostante l’«inaccettabile cattiva condotta» degli agenti, Müller afferma «Noi abbiamo bisogno di queste unità». Beuth confida in Müller, e si dichiara infatti «sicuro che troveranno una buona soluzione ed una buona struttura» per la nuova SEK.

Situazione attuale

Per quanto riguarda gli sviluppi delle indagini, al momento i 19 agenti in servizio sono stati sollevati dal loro incarico, e pare che uno di loro sia anche stato sospeso. Beuth non si esprime ancora riguardo alle richieste di dimissioni, sollecitate dall’opposizione. Nella conferenza stampa afferma di avere «un compito da svolgere», che porterà avanti «con grande costanza e grande meticolosità». La sinistra, invece, si esprime affermando che «Se [Beuth] non è nella condizione di svolgere quest’importante compito, allora è l’uomo sbagliato per questa posizione» (Nancy Faeser), e ancora «Dev’esserci un nuovo inizio non solo nella SEK, ma anche e soprattutto nel ministero dell’Interno» (Janine Wissler).

“Incidente” isolato o ritorno al passato?

Purtroppo, la notizia più sconvolgente non è quella dello scioglimento della SEK, perché non si tratta di un “incidente” isolato. Secondo il New York Times, il numero di poliziotti dello stato centrale dell’Assia che sono stati e sono attualmente indagati per simpatie di estrema destra si aggira intorno a 100.

Già l’anno scorso Annegret Kramp-Karrenbauer, ministro della Difesa, aveva annunciato lo smantellamento di un’unità militare tedesca, la KSK, per episodi che collegavano i militari all’ideologia di estrema destra. A marzo di quest’anno, la procura di Francoforte ha avviato delle indagini su un agente del presidio di Francoforte. Il 41enne, precedentemente collegato alla società assicurativa di estrema destra Asgaard, era sospettato di furto e vendita di armi rubate dal magazzino delle prove. Nell’aprile 2021, un agente della polizia di Francoforte avrebbe insultato ed aggredito brutalmente un passante. Secondo un testimone, gli avrebbe anche chiesto loJuden-Ausweis’, il passaporto tedesco degli ebrei ai tempi delle leggi razziali.

Gli episodi sono purtroppo innumerevoli. Riponiamo la nostra fiducia nei politici e capi tedeschi, sperando che riescano a gestire questa situazione in maniera più adeguata, affinché il passato non si ripeta.

Elisa Pinesich

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