Semplice migrante scambiato per scafista, dopo 3 anni la scarcerazione

Un errore giudiziario trattiene ingiustamente in carcere per 3 anni Medhanie Tesfamariam Behre

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Nel 2016 venne arrestato un uomo, il presunto Mered Medhanie Yedhego, con l’accusa di essere il grande ras delle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di migranti verso l’Italia. Tutti, compresi alcuni vertici della politica italiana, hanno esultato per quella che sembrava essere la cattura del “pesce grande”, ma a qualcuno, come il quotidiano inglese The Guardian, non è sfuggito che si trattasse di un grandissimo errore giudiziario nonchè peccato di superficiatà.

Peccato che l’uomo individuato dalle autorità abbia in comune con il reale ricercato solo il nome, tra l’altro molto comune in Eritrea, perché il suo reale nome sarebbe Medhanie Tesfamariam Behre. Quindi quest’uomo, un semplice falegname eritreo di 32 anni, ha pagato il prezzo dell’incuria e dell’odio italiani con 3 anni di reclusione ad oggi ingiustificati, sui 15 previsti. Inoltre il vero criminale è ancora in Africa a piede libero. È stata la prova del DNA a confermare che il profilo dell’imputato fosse incompatibile con quello del criminale, quindi al giudice non è rimasto che disporre la scarcerazione. Ad essa è seguito l’ottenimento dello status di rifugiato il 2 agosto, dopo l’incontro con la Commissione Territoriale d Siracusa

Il legale dell’uomo, Michele Calantropo, per tre anni si è battuto dicendo in aula che c’era stato un errore di persona.

“Non era lui, siamo contenti. Abbiamo ottenuto anche la correzione delle sue generalità. In appello ci discuteremo la condanna per favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Ha aiutato i suoi parenti”

Perché nonostante sia caduta l’accusa di gestione del traffico di migranti, ne è stata mossa un’altra, quella di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per aver aiutato dei suoi parenti. L’avvocato Calantropo preme sullo stato di necessità in cui si trovavano i suoi congiunti per scongiurarlo, ben conscio dell’inasprimento nelle politiche sui migranti previste dal decreto di sicurezza bis che proprio negli ultimi giorni è diventato legge.

Ancora una volta, il bisogno di trovare  un capro espiatorio per i crimini e le irregolarità, incarnato nella persona di Medhanie, domina sulla giustizia e la verità dei fatti.

Francesca Santoro

 

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