‘Sensibile’, docufilm sulle malattie ambientali. Il regista chiede aiuto

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Maurizio Martucci

Di Maurizio Martucci

 

Crowdfunding su Eppela per sostenere la post-produzione, una raccolta fondi per contribuire a far emergere quello che la sanità pubblica (insistentemente!) continua a negare, complice l’omertà dei grandi mezzi di informazione, colpevolmente silenti sulla piaga delle insidiose malattie ambientali, sempre più d’attualità nell’inquinata società post-industriale. Che avvelena e ammala: “Un cittadino può finanziarci se crede che questa sia una giusta causa, se pensa che raccontare e informare possa cambiare una realtà spietata e contraddittoria.”

Sensibile’ è il primo documentario italiano su MCS (Sensibilità Chimica Multipla) ed EHS (Elettrosensibilità), un pugno alla bocca dello stomaco non solo per chi, della malattia, né è completamente all’oscuro. Passa per la regia di Alessandro Quadretti, che per Officinemedia ha trascorso l’estate in cerca di vite sommerse dalla tossicità di un benessere illusorio. Che fa scontare un saldo salatissimo sulla pelle di migliaia di cittadini invisibili e scomodi: “Lo scopo principale di tutta l’operazione è dare risonanza ad una vera e propria emergenza sociosanitaria – continua il regista Quadretti, docente di storia e linguaggio del cinema – vogliamo creare una rete intorno al film che possa dimostrarsi utile per la sua promozione e le rivendicazioni dei malati che si vedono negato il diritto ad una assistenza sanitaria”.

Due facce della stessa medaglia, identici maccanismi immuno-neuro-tossici. I sintomi dell’Elettrosensibilità sono scatenati dall’elettrosmog ubiquitario: cellulari, antenne e Wi-Fi i principali pericoli di chi soffre la pervadente irradiazione elettromagnetica che ci accompagna giorno e notte, anche mentre dormiamo. Chimica nelle sue molteplici declinazioni merceologiche (dai farmaci ai profumi, compresi vestiario e cibi trattati, industrialmente raffinati) è invece il killer della sindrome Sensibilità Chimica Multipla. Saperne di più potrebbe evitare altre inutili sofferenze, aiutando chi nell’anonimato (la malattia non è riconosciuta a livello nazionale!) è già nel tunnel tra l’indifferenza di un sistema (solo!) apparentemente inclusivo: in troppi sono rimasti in dietro e si sobbarcano ingenti spese per curarsi persino all’estero: “Il nostro documentario racconta le storie di chi soffre e di chi cura, di chi ha dovuto reinventare e riorganizzare la sua vita, affrontando i cambiamenti della malattia. Abbiamo viaggiato per sette mesi e il film rappresenta una realtà variegata che copre il paese dal Trentino al Salento, passando per Piemonte, Lombardia, Friuli, Veneto, Liguria, Lazio e Campania”.

Ho visto il trailer: ci dobbiamo aspettare una pellicola di denuncia?

“Non si tratta di un’inchiesta: la narrazione e il tipo di immagini sono legate ad un approccio cinematografico ed emozionale. E vuole evidenziare, oltre la retorica e i facili slogan, che le malattie ambientali sono un problema di tutti. Perché un ambiente malsano, aggressivo e inospitale sarà sempre una minaccia, anche per chi ora non è malato”.

Penso ai malati durante le riprese: avete trovato difficoltà?

Ognuno di noi doveva essere ‘bonificato’, ovvero totalmente privo di profumazioni o strumenti che emettessero onde elettromagnetiche (fatta eccezione per le camere e i monitor), in modo da non creare ulteriori problemi a chi veniva filmato. Questo ha comportato alcune difficoltà logistiche, comunque superate con pochi e semplici accorgimenti ….”

Capitolo crowdfunding su Eppela: manca più di un mese e il traguardo dei 6.000 euro non pare così lontano…

Vero. Abbiamo aperto un crowdfunding perché al momento è l’unico modo per sostenere le spese ancora da affrontare: il film è in fase di post-produzione e dobbiamo investire fondi per le musiche originali, il mix-audio, la color correction, la traduzione…”

Poi cosa ne sarà di ‘Sensibile’?

Verrà sottotitolato e iscritto a vari festival italiani ed internazionali, quindi fino a metà 2017 credo non verrà proiettato in pubblico perché molti concorsi richiedono l’anteprima assoluta. Come per tutte le produzioni indipendenti, sperare in una distribuzione implica prima la ricerca di una visibilità presso critica, giurie e buyers. Fatto questo, potremo capire su quale tipo di distribuzione contare”.

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