Dal 2014 il numero di senzatetto in Italia è raddoppiato

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ISTAT ha rilasciato i dati del censimento permanente della popolazione fino al 2021: i dati, fotografia di diversi gruppi anagrafici, lasciano emergere il problema della gestione di senza tetto e senza dimora in Italia.

Sono stati pubblicati, dall’ISTAT, l’Istituto nazionale di statistica  i dati relativi al censimento permanente del della popolazione sino al 31 dicembre 2021. Questa ricerca ha raccolto dati che sono più ricchi delle precedenti: per la prima volta  si riferiscono a gruppi specifici della popolazione, facendo riferimento, per esempio, al luogo di allocazione. Questa ricerca ISTAT permette finalmente di dare visibilità  anche a segmenti di popolazione che tendono a essere difficilmente tracciabili da un punto di vista statistico e, quindi, a non essere considerati. Si fa riferimento alla percentuale di popolazione che vive in convivenza anagrafica, in campi autorizzati o tollerati e anche a coloro che si trovano senza dimora o senza tetto.

Con i censimenti della popolazione, per la prima volta nel 1991 e, poi, nel 2011, i senza fissa dimora e i senza tetto erano rilevati con delle apposite ronde nel corso di una notte e solo nei grandi comuni, per poterne contare il maggior numero possibile. Nell’ultimo censimento sono stati invece utilizzati  i registri dai quali ricavare le informazioni anagrafiche sui diversi gruppi di popolazione.




Senza tetto e senza dimora, c’è differenza

In questa ricerca si differenzia la popolazione che si trova senza dimora da quella che rientra nella categoria di senza tetto. Qual è la differenza? ISTAT definisce senza dimora gli individui che non hanno alcuna residenza, ma registrano un domicilio nel comune di appartenenza. I senza tetto sono invece coloro che, oltre a non avere una residenza, sono sprovvisti anche di domicilio e si registrano anagraficamente presso associazioni o luoghi fittizi. I dati raccolti vengono poi accorpati in un’unica voce di riferimento.

I dati raccolti

Dalla ricerca ISTAT emerge un divario di genere: dei 96.197  senzatetto registrati in Italia, fino al 2021, 65mila sono maschi contro una stima di 30mila femmine. L’età media calcolata è di 41,6 anni e il 38% proviene dall’estero: oltre il 50% degli stranieri senzatetto proviene dall’Africa, il 22% da paesi europei e il 17% da paesi dell’Asia. Secondo i dati ISTAT sono circa 97mila le persone senzatetto iscritte in anagrafe. Prima di questi ultimi dati si faceva riferimento a quelli raccolti fino al 2014 e, da allora, i senzatetto sono quasi raddoppiati: 9 anni fa si stimava che fossero circa 50mila.

La distribuzione dei senzatetto in Italia

I senzatetto registrati si concentrano per il 50% in 6 comuni: Roma con il 23% delle iscrizioni anagrafiche, Milano (9%), Napoli (7%), Torino (4,6%), Genova (3%) e Foggia (3,7%).

Altri comuni in cui la presenza di senzatetto e senza fissa dimora, per la maggior parte stranieri, è significativa sono Trieste, Reggio nell’Emilia, Bologna, Alessandria, Como, Savona, Venezia e Brescia, oltre che  Marsala, Catania, Sassari e Cagliari.

Ludovica Amico

 

 

 

 

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