Sessualità, una frontiera da rivalutare e recensire!

L’evoluzione della sessualità passa attraverso le recensioni intime su Escort Advisor, all’insegna della soddisfazione e della libertà sessuale. Con più di 2 milioni di utenti unici al mese, Escort Advisor risulta tra i primi 40 siti più visitati in Italia.

Si tratta di una vetrina per sex-worker, con tanto di foto, descrizione, prestazioni disponibili e recensioni. Un menù!  Come se il sesso fosse un bisogno naturale, lontano dalla sfera affettiva e potesse essere, addirittura comprato.

Ostentare la propria intimità però non sta bene, figuriamoci recensire prestazioni sessuali. Ancora peggio se poi pensiamo che  il mercato delle escort e la nostra libertà sessuale sembrano giovarne.

Terribile.. davvero terribile!

Recensire la sessualità

Eppure solo in Italia si stimano circa: 120.000 escort (donne e trans), un mercato in costante crescita proprio nel bel paese, dove però forse è meglio non parlarne. Come al solito piuttosto che prendere posizione preferiamo fare il bello e il cattivo tempo a seconda del nostro interlocutore.
In Italia come nella maggior parte dei paesi dell’Europa occidentale il modello abolizionista non punisce la prostituzione, né l’acquisto di prestazioni sessuali, ma al tempo stesso non ne regolamenta il mercato. Sono punibili infatti solo le condotte collaterali alla prostituzione; un modello che non fa altro che discriminare le sex worker.
Quello che però emerge da quest’analisi è un nuovo punto di vista sull’intimità, da sempre nascosto al di sotto del nostro silenzio-assenso sul lavoro più antico del mondo, che può dare una scossa alla concezione di sessualità.

Preconcetti sulla sessualità

Da sempre tendiamo a confondere e sovrapporre quella che che è la favola romantica dell’intimità affettiva con quella sessuale. Le due, in realtà, sono due aspetti complementari dell’intimità. In generale un’affinità affettiva e/o fisica tra individui. Una necessità e una componente fondamentale del nostro vissuto, la sessualità di per sé non prevede per forza un’ affettività, anzi a volte è stimolata proprio dalla sua assenza. Viceversa questa distinzione ci permette di classificare i vari rapporti che intratteniamo tra di noi.

C’è chi l’amore lo fa per noia
chi se lo sceglie per professione
bocca di rosa né l’uno né l’altro
lei lo faceva per passione..

Fabrizio  De Andrè – “Bocca di rosa”

Allontanandoci però dal moralismo della tradizione veniamo infatti a scoprire che la maggior parte dei clienti del settore sono uomini, etero, spesso coinvolti in una relazione stabile . Non volendo entrare nel merito di scelte e gusti personali, la repentina ascesa del sito porta con sé delle riflessioni, doverose a questo punto, sulla libertà sessuale.
Nonostante la maggiore libertà che sembriamo disporre tutti quanti, viviamo in una società ancora molto limitata e fortemente limitante.
Sul pratico la controparte dell’affettività è la sessualità, la comunicazione non verbale di un piacere concreto e spesso censurato. “Dove c’è gusto non c’è perdenza” recita un antico detto e su questo possiamo annuire tutti convinti finché non tocca a noi raccontare della nostra sessualità.

Da noi avere a che fare con un escort è ancora un tabù.  Eppure il sesso è un aspetto importante della nostra vita, le ricerche più recenti riferiscono che in generale gli adulti pensano al sesso una media di 8 volte al giorno. Questo perché il sesso come il cibo è un’esperienza fondamentale della nostra esistenza.

Tendiamo però a sottovalutarlo o comunque a mortificarlo, racchiudendolo nella sfera affettiva. La sessualità è ben più complessa e variegata, una sensibilità individuale che spesso e volentieri a contatto con la realtà s’increspa.

Sessualità 2.0

Grazie al web, entrambi gli aspetti dell’intimità hanno subito un’evoluzione, con le app di dating online è possibile cercare la propria anima gemella. Istanza che spesso nasconde la ricerca di sesso occasionale e non sono pochi i siti che vengono sfruttati solo per questo.
Che male c’è allora ad andare dritti al punto?

Credere che sia il dio-denaro  a portare avanti un mercato antichissimo, è ingenuo e irresponsabile. Alla sua base c’è la risposta a un’esigenza che in tempi antichi era più che accettata anzi, rispettata. Così biasimare una sex worker o uno dei tanti autori di queste recensioni è un passo indietro, verso la libertà a cui tanto ambiamo. Se il problema della libertà di scelta o meno, è il corrispettivo in denaro per una prestazione professionale, allora potremmo addirittura pensare che non esistano scelte libere.

Che ci piaccia o ci dia fastidio il mondo va avanti lo stesso e così anche le vite altrui. Il rispetto di noi stessi e degli altri prevede di concedere ad ognuno la libertà di fare qualcosa –esprimersi– anche se noi non la faremmo.

Valeria Zoppo

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