Sex for fish al lago Vittoria: cosa si cela dietro la pesca in Africa orientale?

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Sex for fish: non solo paesaggi incontaminati e distese naturali nell’Africa orientale.

Il fenomeno

Si chiama “Sex for fish” il fenomeno africano dei pescatori che cedono parte della loro pesca in cambio di rapporti sessuali. Colpisce le donne, spesso madri, che si occupano della vendita del pesce. In questo modo, si assicurano l’approvvigionamento di pesce che, altrimenti, non potrebbero pagare. Questa pratica è diffusa soprattutto sulle sponde del lago Vittoria (Kenya) ed è di origini molto antiche, per questo è ben radicata nella società. Le donne, infatti, non si definiscono parte del mercato del sesso, ma solamente persone che cercano il sostentamento.

Le conseguenze

Una delle principali conseguenze di questa attività illecita è l’alto numero di soggetti affetti da HIV. Molti pescatori si rifiutano di utilizzare il preservativo o altri metodi di protezione, contribuendo così al dilagare di questo virus. Oggi, in Malawi, come in Kenya si registrano alti tassi di AIDS nella popolazione. In Malawi, in particolare, dove il Sex for fish è ugualmente praticato, 1 adulto su 10 è affetto da AIDS.

Nonostante la pratica dilaghi apertamente, le donne che vi prendono parte hanno spesso la necessità di tenere segreta la loro identità, onde evitare di subire pesanti ripercussioni sociali nei villaggi di appartenenza.

NO sex for fish: la battaglia delle donne

Da qualche anno, sempre più donne decidono di rifiutare e denunciare la pratica. In particolare, dal 2011, quando una donna di nome Justine, stanca degli abusi dei pescatori, decise di ribellarsi, portando all’attenzione pubblica questa situazione. Con l’aiuto di Dominik Mucklow e dell’associazione VIRED (associazione no profit per la salvaguardia e lo sviluppo dell’area Vittoria), prese una decisione coraggiosa e straordinaria. Le donne non avrebbero più avuto bisogno del rifornimento da parte dei pescatori. Perché? Perché se lo sarebbero procurate da sole. Da quel momento, molte donne presero parte all’iniziativa, partecipando attivamente alla pesca e rompendo le regole sociali gerarchiche basate sul sesso.

La situazione oggi

Ad oggi, però, il Sex for fish sembra riprendere piede. La povertà e la pesca massiva, fanno sì che il pesce scarseggi sempre di più, restringendo la possibilità di approvvigionamento solo a pochi pescatori.

Bisogna quindi continuare a lottare per far si che le donne possano debellare completamente questa pratica arcaica e brutale, che sminuisce il loro valore e umilia il loro essere.

Mariachiara Grosso

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