Il North Dakota compie un passo significativo verso l’inclusione delle culture indigene nel proprio sistema educativo. Dopo oltre trent’anni senza aggiornamenti, i manuali scolastici sull’educazione indigena, dedicati alle cinque principali tribù native della regione, verranno completamente rinnovati e distribuiti agli studenti delle scuole K-12 a partire dal prossimo anno. Grazie a un lavoro congiunto tra il Dipartimento dell’Istruzione Pubblica, le università locali, le organizzazioni culturali e le comunità indigene, la nuova serie di sei volumi – uno introduttivo e uno per ciascuna tribù – offrirà un ritratto aggiornato e autentico sull’educazione indigena delle popolazioni native.
L’importanza dell’educazione indigena
Al centro di questo ambizioso progetto vi è la volontà di restituire alle comunità native la possibilità di raccontare la propria storia con voce propria. “Al centro di questo ci sono i popoli indigeni che raccontano le proprie storie”, ha affermato Sashay Schettler, assistente direttore del dipartimento per l’educazione multiculturale.
Gli aggiornamenti ai testi sull’educazione indigena, realizzati in collaborazione con il Sacred Pipe Resource Center e l’Indigenous Education Coalition, includono eventi storici recenti e riflessioni moderne, offrendo agli studenti un approccio più realistico e culturalmente rispettoso.
Una corsa contro il tempo
Uno degli esempi più sorprendenti del lavoro svolto riguarda il volume sulla tribù Sisseton-Wahpeton. Inizialmente esclusa per motivi territoriali – il centro amministrativo della tribù si trova nel South Dakota – è stata infine integrata nella collana sull’educazione indigena dopo l’intervento del Dipartimento. Nonostante la complessità dell’impresa, il libro è stato completato in soli 90 giorni, un tempo record che ha permesso la sua pubblicazione insieme agli altri testi.
Risorse digitali gratuite e formazione continua
I nuovi testi, disponibili anche in formato digitale gratuito, saranno accompagnati da corsi di formazione per insegnanti. L’agenzia spera di aggiornare i materiali ogni tre o cinque anni. Secondo il sovrintendente Kirsten Baesler, questi volumi rappresentano uno strumento fondamentale per adempiere alla legge del 2021 che impone alle scuole del North Dakota l’insegnamento della storia tribale. Un sondaggio recente ha però rilevato che molti insegnanti non sono ancora pienamente a conoscenza delle risorse esistenti.
South Dakota: ritorno al passato nella didattica
Mentre il North Dakota guarda al futuro, il South Dakota sembra fare un passo indietro. Il Consiglio per gli Standard Educativi ha approvato nuove linee guida per l’insegnamento dell’inglese e delle arti linguistiche, allineandosi a un modello basato sulla fonetica. Questo approccio, dominante nel secolo scorso, è tornato in auge a causa dei deludenti risultati degli studenti nei test di lettura. In particolare, il distretto scolastico di Douglas ha mostrato un incremento significativo nei livelli di alfabetizzazione dopo aver implementato questo metodo.
Il rinnovato entusiasmo per la “scienza della lettura” ha portato a ingenti investimenti pubblici. Lo stato ha stanziato sei milioni di dollari per formare insegnanti nella fonetica e organizzare conferenze specialistiche. Inoltre, una sovvenzione federale da 54 milioni di dollari sosterrà per cinque anni l’adozione di questo approccio nei distretti scolastici con maggiori necessità economiche. Tuttavia, resta l’incognita sul futuro dei finanziamenti: secondo il Dipartimento, il destino di alcune sovvenzioni è ancora incerto.
Durante la stessa sessione del consiglio scolastico, sono stati approvati anche standard opzionali riguardanti la cultura Oceti Sakowin, destinati a trasmettere agli studenti le tradizioni e le conoscenze delle popolazioni indigene del South Dakota. Tuttavia, il processo ha suscitato critiche per l’insufficiente coinvolgimento delle tribù locali.
Rottura federale su giustizia educativa
In netto contrasto con gli sforzi inclusivi del North Dakota, il Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti ha annullato un accordo con il distretto scolastico di Rapid City volto a contrastare le discriminazioni contro gli studenti nativi americani. L’amministrazione Trump ha ritenuto che l’accordo fosse basato su concetti di diversità, equità e inclusione (DEI) e quindi incompatibile con l’interpretazione attuale delle leggi antidiscriminazione. Il ritiro dell’accordo segna un cambio di rotta ideologico e normativo da parte dell’Ufficio per i Diritti Civili.
Disparità e richieste di giustizia: oltre l’educazione indigena
L’indagine federale aveva evidenziato dati allarmanti: gli studenti nativi venivano sospesi quattro volte di più e arrestati cinque volte di più rispetto ai loro coetanei bianchi. Inoltre, avevano meno accesso a corsi avanzati. Molti genitori hanno espresso frustrazione per l’abbandono delle trattative.
Mentre alcuni stati si impegnano per rendere l’educazione indigena e l’istruzione in generale più eque e culturalmente consapevoli, altri sembrano invertire la rotta, ostacolando iniziative basate sull’inclusione. L’educazione dei popoli indigeni negli Stati Uniti resta dunque terreno di conflitto ideologico e politico. I prossimi anni diranno se prevarrà l’ascolto delle comunità locali o la centralizzazione delle decisioni a livello federale.
















