Si, alle telecamere in asili, scuole e case di riposo!

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Uno degli argomenti più in voga  del momento sul web, è la richiesta di sempre più persone, di imporre delle telecamere di sorveglianza negli asili, nelle scuole e nelle case di riposo.

Ciò ha origine dai recenti fatti di cronaca che non lasciano nulla all’immaginazione.

Terribili infatti, sono i racconti che giungono alle voci di coloro che hanno deciso di agire, di dire basta ai maltrattamenti di anziani e bambini.

L’ultimo episodio che non fa altro che confermare il bisogno di una sorveglianza che tenga d’occhio il personale dei suddetti edifici, si è svolto a Recale, in Campania.

E’ risultato, infatti, che una maestra dell’ Istituto Comprensivo Giovanni  XXIII, di circa sessanta anni, abbia maltrattato ripetutamente e senza un minimo di pietà, i suoi sfortunati alluni.

La donna, è stata ripresa dalle telecamere,  istallate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere all’inizio delle indagini nell’ottobre del 2015.

Nelle immagini tutto è limpido, chiaro ed assolutamente disgustoso.

La maestra, con i suoi modi rozzi e vergognosi, insulta, minaccia, schiaffeggia, strattona, percuote sul capo e tira i capelli dei poveri bambini indifesi, intenti a mostrarle quelli che probabilmente sono i compiti assegnati.

A dare il via alle ricerche sarebbero state le segnalazioni dei genitori, in cui, in un caso particolare, un bambino ha apportato gravi lesioni su una spalla.

Messa ai domiciliari, la donna è stata incastrata dalle immagini che mostravano il suo operato terribile.

 

Nonostante si sia risolta, la questione lancia l’ennesimo allarme.

Negli ultimi sette anni, sono almeno dieci i casi di violenza sui bambini, che avvengono sia a Nord sia al Sud.

Maestre ed insegnanti, maltrattano, picchiano ed insultano bambini anche più piccoli, innescando fin dai loro primi anni di vita, un trauma che si porteranno dentro per sempre.

In contrapposizione, anche persone anziane, vengono mortificate nei loro ambienti.

Uno degli ultimi casi è stato quello di Parma.

Nell’ottobre del  2015, una giovane tirocinante ha raccontato degli orribili scenari presso la casa protetta Villa Matilde di Balzano ai carabinieri, i quali hanno agito di conseguenza.

Ben sette persone sono state accusate di maltrattamento di malati psichici e persone affette di Alzheimer, le quali erano pesantemente umiliate ed ingiustamente percosse.

Episodi dolenti, terribili, aspri, quelli che la ragazza svela.

<< La ragazza ci ha raccontato di quando un anziano ha accidentalmente fatto cadere del cibo a terra…>> racconta il comandante Giovanni Orlando <<… e di come per punizione abbia dovuto mangiarlo dal pavimento.>>

Anche qui molte scene sono state riprese dalle telecamere, scene in cui è chiaro il comportamento assolutamente crudele e brutale dei lavoratori all’interno della casa, rispetto ai poveri malcapitati anziani.

 

Avvenimenti, questi, che ci fanno perdere la fede nell’umanità.

Tutto ciò ci rivela che si, le telecamere vanno messe negli istituti in cui si trovano bambini ed anziani, le parti più deboli e sensibili della nostra società.

E’ impensabile fare del male a delle creature così fragili, così delicate, così indifese, eppure ci sono mostri (perché è assolutamente ingiusto definirle persone), che compiono questi atti terrificanti.

E’ compito nostro quindi, preservare bambini ed anziani da questi episodi turbolenti, che lasciano una profonda ferita dentro di loro e avvolte, purtroppo, anche al di fuori.

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