Si esulta se un onesto cittadino come Fredy Pacini si trasforma in un asassino

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Fredy Pacini, un gommista di Monte San Savino (Arezzo), spara è uccide un ladro che si era intrufolato nei locali della sua attività.


Se un padre di famiglia di 57 anni si sente costretto a dormire armato di pistola nel suo negozio perché stanco di vederselo svaligiare ogni santo mese da ladri che restano impuniti e lo mettono in ginocchio.

Se quest’uomo al 39esimo furto in quattro anni, vedendo entrare in negozio nel cuore della notte uomini col passamontagna e un piccone, si sente costretto a sparare. E, seppur involontariamente, a uccidere: allora è giusto che il Ministro degli Interni lo chiami.

E che si scusi. 
Lo chiami e gli dica: “Mi scusi signor Fredy Pacini. Mi scusi a nome di tutto lo Stato italiano. Mi scusi se col nostro fallimento, la nostra assenza, la nostra incapacità, l’abbiamo costretta a dormire armato in negozio per proteggere il suo lavoro, i suoi guadagni e quindi la sua famiglia.
Mi scusi se l’abbiamo abbandonata a tal punto da far fare a lei ciò che avremmo dovuto fare noi. E cioè proteggerla.Mi scusi se lei adesso, dopo una vita onesta e di sacrifici, ha dovuto mettersi sulla coscienza un omicidio”.

Un cittadino che vuole solo vendere bici e badare ai suoi cari non dovrebbe mai essere costretto ad ammazzare un altro essere umano, per quanto abiette siano le sue intenzioni.

Sa, signor Fredy Pacini, qui fuori c’è gente che esulta perché lei è diventato un assassino. Che esulta, capisce? Probabilmente non hanno la benché minima idea del travaglio interiore che lei sta affrontando, del peso che lei si porta e si porterà.

Quella gente, anziché stare qui fuori a esultare per la sua tragedia, dovrebbe al contrario scendere in piazza e protestare contro le istituzioni che l’hanno obbligata ad arrivare a tanto.

Dovrebbero chiedere la testa di tutti quei politici che hanno votato tutte quelle leggi che hanno reso l’Italia il paradiso dei criminali.

E mi scusi, signor Pacini, se approfitterò di tutto questo per rastrellare ancora più voti. Mi scusi, se invece di scusarmi per tutto questo, dirò che lei ha fatto bene. Ed esulterò come quelli lì fuori.

Mi scusi se anziché preoccuparmi di prevenire i reati, metterò con la legge sulla legittima difesa lei e altri come lei in condizione di uccidere ancora di più e di essere uccisi ancora di più.

Mi scusi se dirò che lei non deve essere processato. Lo so che è una st*onzata, perché per legge i magistrati sono obbligati a indagare davanti a qualunque ipotesi di reato. O per assolvere o per condannare. Ma sono obbligati a farlo. Però i miei elettori cosa vuole che ne sappiano di queste cose, di leggi, di stato i diritto? E io devo approfittarne capisce? Non posso non approfittarne.

Mi scusi poi se spaccerò il tuornover nelle forze dell’ordine come nuove assunzioni, e se mi prenderò il merito dei nuovi poliziotti assunti a partire dal precedente governo. Ma mi serve far credere che io stia facendo qualcosa per voi. Altrimenti perché crede che io mi faccia i comizi con la maglia della polizia? Perché al mio elettorato basta questo: un ministro con la maglia della polizia che dice alla gente “difendetevi da soli che noi non siamo capaci”. Capisce?

Quindi mi scusi se invece di occuparmi di lei, se invece di assumere più forze dell’ordine, più magistrati, invece di aprire nuove carceri, di preoccuparmi di rendere certa la pena, io mi occupo di quei quattro disgraziati che arrivano con le barche. Sì lo so che lei come loro è figlio di emigranti in Venezuela e che così la offendo. Ma lei non sa, non ha idea, di quanto queste st*onzate piacciano al popolo.

Il popolo vuole un ministro con la maglietta della polizia che dice alla gente “sparate voi ai ladri” e che pubblica foto di gattini su Facebook. Alla gente della serietà e della soluzione vera dei problemi non frega un ca**o di niente. Vuole solo che si dia la caccia a chi è più morto di fame di loro. Ed è proprio ciò che voglio dare.

Quindi mi scusi per tutto questo. Lei ha fatto bene a sparare e a uccidere. Ora mediaticamente la cosa me la vedo io. Con la sua coscienza, invece, se la veda lei. E stia su. Che è solo un omicidio.

 

Emilio Mola

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