Siberia, incendio in centro commerciale: 41 bambini tra le 64 vittime

Tragedia nel centro commerciale Winter Cherry (Zimnyaya Vishnya) della città di Kemerovo, nella regione russa della Siberia.

Come riportato dalla Tass, il ministro per le Emergenze Vladimir Puchkov ha parlato di 64 vittime. Tra queste ci sarebbero 41 bambini, come riportato dalla Bbc citando funzionari russi. Inoltre si contano anche 27 dispersi.
Intanto sempre la Tass ha dato la notizia dell’apertura di un’inchiesta per accertare cause ed eventuali responsabilità.




Siberia
Incendio nel centro commerciale di Kemerovo – Fonte: ansa.it




Siberia, incendio nel centro commerciale di Kemerovo: il fatto

L’episodio è accaduto ieri sera. L’incendio è divampato all’interno del centro commerciale di Kemerovo, città industriale della Siberia sudoccidentale, che dista da Mosca circa 3.600 chilometri.

Lo Zimnyaya Vishnya è stato inaugurato nel 2013, con un’estensione totale di 23.000 metri quadrati e un parcheggio capace di ospitare 250 auto. Al suo interno ci sono negozi, ristoranti, una sala bowling, un’aerea dedicata ai bambini e una sala cinematografica che ieri era stracolma di gente.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’incendio sarebbe scoppiato al quarto piano del complesso, cogliendo di sorpresa le centinaia di persone sopraggiunte per l’apertura domenicale, tra cui tantissime famiglie con bambini al seguito. Le fiamme hanno distrutto 1.600 mq della struttura. Nella confusione 20 persone sono riuscite subito a mettersi in salvo e dopo l’allarme altre 100 sono state evacuate. I vigili del fuoco hanno impiegato diverse ore per domare le fiamme.




I media russi parlano di decine di dispersi e confermano la notizia che tra le vittime ci sarebbero molti bambini. Le televisioni locali e nazionali hanno mostrato le immagini di molte persone intente a lanciarsi dalle finestre e dai cornicioni nel tentativo estremo di sfuggire a una morte orribile.

Il triste bilancio delle vittime non è ancora definitivo. In queste ore i soccorritori sono alla ricerca dei dispersi.

Michele Lamonaca  

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