Sieranevada, ironica tragedia familiare nella Romania post Ceausescu

E' uscito ieri nelle sale italiane l'atteso film del regista Cristi Puiu

Scena del film Sieranevada
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La storia di Sieranevada si svolge in un appartamento di Bucarest grande 100 metri. Spazio necessariamente angusto per rappresentare l’idea del tragico che nasce, come diceva Hegel, dal conflitto tra famiglia e Stato, tra le storie individuali e quella collettiva.

La commedia del regista rumeno Cristi Puiu, uscita ieri nelle sale italiane e distribuito da Parthénos, ci riesce benissimo. Offrendo al pubblico una pietanza condita di infinita ironia e sarcasmo. Del resto, durante il Festival di Cannes dell’anno scorso, al termine della proiezione, piovvero applausi a non finire.

Puiu racconta la Romania post Ceausescu puntando il suo obiettivo su una famiglia piccolo-borghese, riunitasi per ricordare un defunto, 40 giorni dopo la sua scomparsa, come vuole la tradizione locale.

 

Sieranevada

Sieranevada – Una scena del film – Fonte: nuovcinemalocatelli.com




La trama

Il medico quarantenne Lary (Mimi Branescu), assieme alla sua bella moglie (Dana Dogaru), raggiunge la casa materna dove è in preparazione il pranzo commemorativo per la morte del padre. L’occasione per rincontrare e vivere, dopo tanto tempo, di nuovo gomito a gomito con il resto della famiglia. La ricorrenza è l’innesco per azionare le piccole tragedie familiari: tradimenti svelati, vecchi e nuovi contrasti e visioni politiche differenti.
Lary affronterà i parenti, affamati e pronti a propinargli la loro idea del mondo, spesso ancora legata alla visione comunista. E nella discussione, come in un brodo, ci finirà di tutto. Dalla strage di Charlie Hebdo al presunto complotto nascosto dietro l’11 settembre, con l’aggiunta di molte altre teorie che compongono la galassia complottista. Questo aspettando il prete, mentre la fame che cresce alimenta le liti annunciate.

Sieranevada - Locandina del film
Sieranevada – Locandina del film – Fonte: moviemedia.it




Il giudizio

Sieranevada è un film riuscitissimo, che parte dal pranzo di famiglia, topos della commedia sia cinematografica che teatrale. Un rituale nel quale molto spesso si finge un falso sentimento di solidarietà. Verità non rivelata per ipocrisia, che Puiu conosce bene, e svela con maestria e divertimento. I fatti di storia recente sono solo il pretesto per ricordare quanto la storia collettiva sia intrecciata a quella personale. E quanto entrambe siano prive di una loro stabilità, di una verità assoluta e condivisa. Per questo ciascuno dei protagonisti ci regala una differente possibile lettura. Ma ciò che rende Sieranevada assai godibile sono la brillantezza dei dialoghi, che tendono al grottesco. E in questo, il film di Puiu, ricorda un po’ la grande commedia all’italiana di Monicelli, Risi e Scola.

 

  Michele Lamonaca

 




 

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