“Silvia Romano è viva”, lo dicono fonti investigative kenyane

La polizia locale ha riferito ai carabinieri del Ros che la volontaria rapita 100 giorni fa non è più prigioniera dei sequestratori.

Sarebbe stata invece ceduta a un’altra banda criminale.

Silvia Romano è viva
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Silvia Romano è viva. La sua ubicazione risulta ancora sconosciuta ma ciò che emerge dal resoconto sull’incontro tra i carabinieri del Ros e la polizia kenyota è che non è più nelle mani degli stessi uomini che l’hanno rapita.

I sequestratori l’avrebbero invece ceduta ad altri malviventi. 

Silvia Costanza Romano - Silvia Romano è libera
Silvia Costanza Romano

Silvia Romano è viva. Bastano queste parole a riaccendere la speranza dei familiari della ragazza e dell’Italia intera che si augura che la cooperante torna casa sana e salva.

La 23enne era stata rapita a novembre dello scorso anno da un gruppo di uomini armati nel villaggio di Chakama, a circa 80 chilometri da Malindi, dove prestava servizio come volontaria. Un mese dopo Silvia sembrava scomparsa nel nulla nonostante le numerose indagini, gli interrogatori e gli arresti dei presunti responsabili. 

L’incontro tra i carabinieri e la polizia kenyota

Per superare tale situazione di stallo il 27 marzo il Governo italiano aveva chiesto e ottenuto una rogatoria internazionale. Tale atto è un’istituto di diritto processuale attraverso il quale un’autorità giudiziaria fa richiesta a un’autorità giudiziaria estera di compiere un atto processuale per procedere dinnanzi alla prima. In questo caso, il permesso di indagare in Kenya.

I carabinieri italiani si sono incontrati con la polizia locale a Nairobi due giorni fa per farsi consegnare il fascicolo sul caso di Silvia Romano. In questa occasione le forze dell’ordine locali si sono mostrate intenzionate a collaborare per accelerare le indagini e salvare la ragazza. All’interno del dossier sono presenti tutti gli atti tra cui i verbali dell’arresto di due rapitori.

Silvia Romano è viva, importanti novità sul caso

In base alle carte, alcuni sospettati sarebbero disposti a collaborare con  gli inquirenti per ritrovare Silvia. Uno di loro è Ibrahim Adan Omar, il quale ha rivelato un dettaglio apparentemente marginale: la volontaria italiana si sarebbe ferita a un piede durante la fuga.

In realtà marginale non è perché durante le indagini erano state trovate delle tracce compatibili con un gruppo di uomini e una donna che sembrava avesse difficoltà a camminare e che forse era rimasta con una scarpa sola. Questa informazione potrebbe essere la conferma che quelle impronte femminili sono proprio di Silvia.

Silvia Romano è viva e non ha superato il confine. In base ai documenti ora in possesso dei carabinieri infatti si trova ancora in Kenya, chissà dove nella foresta del Boni. Una riserva naturale immensa con una superficie di 1.339 chilometri quadri. Ma l’l’ipotesi più terribile, quella che la volontaria fosse stata venduta ai terroristi somali, è stata esclusa. Ora sta a chi di dovere salvarla e riportarla a casa, c’è ancora speranza. 

 

                                                                                                                                                                                              Betty Mammucari

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