Simone Pillon condannato: l’accusa è di diffamazione verso un circolo Arcigay

Simone Pillon si è ritrovato al banco degli imputati dopo la sentenza emanata lo scorso 11 aprile dal giudice di Perugia, per via dei danni al circolo gay Omphalos

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Dopo gli attacchi ingiustificati arriva la condanna

Il giudice unico di Perugia, Matteo Cavedoni, ha condannato il senatore leghista Simone Pillon a  pagare una multa di 1.500 euro per diffamazione nei confronti del circolo gay Omphalos, oltre a un risarcimento di 30.000 euro nei confronti di quest’ultimo.

L’oggetto dell’accusa sarebbero alcune affermazioni di Pillon riguardo un’iniziativa di sensibilizzazione lgbt nelle scuole da parte del circolo, che vanno a rinnovare le passate accuse verso lo stesso.  Queste ultime risalgono al 2015 e sono racchiuse in  un video girato durante l’incontro del Forum delle famiglie ad Ascoli di quell’anno, occasione di espressione pubblica per Pillon. Il video è poi diventato  virale su internet, ma il giudice ne ha ora disposto la cancellazione dalla rete.  Come ha dichiarato l’avvocato dell’associazione Omphalos in aula:

“Vedendo quei video e sentendo alcuni passaggi si ha l’idea di alunni invitati tra le braccia ‘desiderose’ dei soci dell’associazione, dipinti come ‘depravati’ quando in realtà si dedicano ad attività di promozione sociale, sono volontari impegnati ad abbattere i muri dell’indifferenza. Il bullismo omofobico colpisce tanti ragazzi, ne porta molti altri al suicidio: la campagna per combattere i pregiudizi nasce proprio da questo”.

“Solo” un diverso modo di intendere la sessualità

Quelle riportate dall’avvocato sono impressioni che fanno discutere, soprattutto in un periodo in cui il tema della sessualità non viene trattato in modo sufficiente nelle scuole, sedi in cui associazioni socio-culturali come quella in questione convergono inevitabilmente e danno ai giovani l’opportunità di formarsi a tutto tondo.

Il senatore avrebbe attribuito all’associazione iniziative e messaggi distorti rispetto al loro effettivo contenuto, affermando nell’occasione del convegno ad Ascoli che Omphalos non sarebbe altro che un soggetto che distribuisce “materiale pornografico” nelle scuole e che utilizza la propria sede per “pratiche di inziazione”.

Pillon si riferiva rispettivamente alla diffusione di materiale informativo sulle malattie veneree e all’opuscolo ”Lo sapevi che?” , al centro delle polemiche, ritenuto pericoloso per la possibilità di indurre i minorenni ai rapporti omosessuali.

L’associazione Omphalos non indietreggia di fronte alle prese di posizione di Simone Pillon

L’associazione Omphalos, attraverso il suo presidente Stefano Bucaion, si dice soddisfatta nel vedere Simone Pillon condannato; ha già annunciato che impiegherà l’intero risarcimento (di cui inzialmente aveva richiesto un ammontare di 200.000 euro) per incrementare le soluzioni agli atti violenti dovuti all’omofobia nelle scuole. Invece Pillon ritiene che:

“Difendere le famiglie dall’indottrinamento costa caro”

e conta inoltre sul fatto che sia ancora solo un primo grado, sperando nella sentenza definitiva dell’appello, o meglio nella lunghezza del diritto processuale italiano. Per ora, ritiene questa vicenda una ”medaglia” sullo sfondo della sua battaglia personale condotta strenuamente contro il reclutamento omosessuale imposto dalla lobby gay. Nell’esistenza di quest’ultima crede fermamente, come anche in quella della teoria del complotto sull’indottrinamento gender in corso nelle scuole. Insomma, Pillon dopo il discusso ddl sull’affido condiviso, difeso anche nella sede del  Congresso di Verona, torna a far parlare di sé, soprattutto in seguito alla gaffe sui social per aver scritto un commento di incoraggiamento sotto una sua foto attraverso il suo stesso profilo, mascherandola come atto di ”autodeterminazione”.

 

Francesca Santoro

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