Sindrome da pedanteria grammaticale: quando la grammatica è un’ossessione

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Le persone che sentono il bisogno di correggere la grammatica degli altri potrebbero soffrire in realtà di una forma di DOC: la Sindrome da pedanteria grammaticale.

Gli errori grammaticali anche negli ambienti più colti sono all’ordine del giorno. È facile imbattersi in essi, e non solo parlando con una persona non madrelingua che in qualche modo è “giustificata” a commetterli. Molte persone non ci fanno caso, ma per altre anche la minima virgola messa nel punto sbagliato può portare a un fastidioso bisogno di correggere l’errore. Ebbene, seppur sembri un’azione altezzosa, questo comportamento è stato ricondotto ai disturbi ossessivo-compulsivi con il nome di Sindrome da pedanteria grammaticale.

La ricerca di perfezione

Scherzosamente le persone che nel mezzo di un discorso interrompono l’interlocutore per correggere la sua grammatica sono state definite “grammar nazi”, i nazisti della grammatica. Una connotazione decisamente negativa dovuta al fatto che, soprattutto se a parlare è un madrelingua, questa pratica può spesso risultare seccante, intesa come una dimostrazione di superiorità da parte di chi alza la mano per sottolineare l’errore. In alcuni individui, però, la necessità di correggere anche solo una piccola imperfezione grammaticale si palesa come uno stimolo incontrollabile, un impulso che ha molto a che vedere con altri disturbi ossessivo-compulsivi (DOC), e a cui infine è stato associato. La Sindrome da pedanteria grammaticale è diventata così un vero e proprio caso di studio e ha aperto delle nuove possibilità a chi si è trovato in difficoltà per i comportamenti da essa provocati.




Gli studi sulla Sindrome da pedanteria grammaticale

Una delle prime ricerche condotte su questi comportamenti arriva dall’Università di Oxford. In essa, è stato osservato come il cosiddetto “gene della grammatica”, il gene FOXP2, che porta nelle persone difficoltà a usare correttamente determinate regole grammaticali, avrebbe una variante, FOXP2.1, che sarebbe al contrario responsabile della Sindrome da pedanteria grammaticale e quindi porterebbe chi ne soffre ad avere comportamenti ossessivi e addirittura sociopatici. Al pari di altri DOC, chi soffre della SPG si sente frustrato e a disagio nel vedere o sentire degli errori grammaticali, finendo per provare ansia ed essendo “obbligato” a correggerli per placare le sensazioni provate. Per questa sindrome non sembrano esserci correlazioni con fattori come età, genere o livello d’istruzione, ma in uno studio dell’Università di Tokyo e uno di quella del Michigan è stato osservato come le persone introverse e meno versatili siano più inclini a questo tipo di comportamento.

Possibili cause sociali e metodi per migliorare

Al di là di fattori genetici, la Sindrome da pedanteria grammaticale può essere la conseguenza di esperienze traumatiche vissute nell’infanzia, in particolare nei primi anni delle elementari e dell’inizio della socializzazione con gli altri. Può accadere che i bambini, nel momento del distacco dai genitori, vivano un momento di spaesamento tale da non riuscire a integrarsi correttamente nell’ambiente di approdo, e di conseguenza sentano su di sé ansie sociali e ricerchino delle prime forme di controllo per evitare il giudizio altrui. Tuttavia, le cause psicosociali, come per tutti i DOC, sono di difficile definizione e assolutamente soggettive.
Nel caso in cui una persona si renda conto che l’essere un “grammar nazi” non è solo un’attenzione e un’abitudine superficiale ma provoca ansia e problematiche sociali, è meglio rivolgersi a uno psicoterapeuta per individuare le cause e intraprendere il giusto percorso per attenuare il disagio percepito.

Giulia Girardello

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