I social come la Bibbia: giovani non distinguono notizie vere da quelle false

Fonte: webtotale.it
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Da uno studio dell’Università di Stanford in America, emerge che la maggior parte dei giovani non distingue una notizia vera da una falsa sui social.

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Fonte: webtotale.it

I canali social sono diventati la quotidianità per milioni di persone che vi accedono ogni giorno frequentemente per i motivi più vari: ma sicuramente il motivo principale è lo svago e il divertimento. In particolare i giovani, quelli ovviamente più vicini alla tecnologia se non proprio i nativi digitali, utilizzano maggiormente i social network.

Il loro utilizzo massiccio li pone come primo canale di contatto tra i giovani e il mondo. Infatti, molti si affidano ai canali social piuttosto che ai quotidiani online, o ai portali di notizie o pagine tematiche per apprendere le notizie quotidiane.

Uno studio interessante condotto dall’Università di Stanford in America ha evidenziato come i giovani però non riescano a distinguere una notizia vera da una fasulla. Da ciò emerge che la consultazione della notizia è superficiale. Ci si affida al social e non ci si domanda in maniera critica se la notizia sia attendibile o meno.

Lo studio è stato condotto su un campione di ottomila giovani, delle scuole superiori e dell’università. Quindi una fascia d’età compresa tra i 12 e i 20 anni. Lo scopo dello studio è stato quello di indagare sulla capacità dei giovani di analizzare le notizie lette sui vari siti. Lo studio si è basato sull’analisi dei feed di Twitter e Facebook, sui commenti dei lettori di forum, ecc.

I risultati hanno evidenziato che l’82% dei giovani studenti non è in grado di distinguere una notizia vera da una sponsorizzata. Sam Wineburg, autore dello studio, afferma: “Molte persone pensano che poichè i giovani sanno usare i social media sono egualmente bravi a giudicare quello che c’è scritto…ma il nostro lavoro mostra che la realtà è opposta“. (Fonte: ansa.it)

Lo studio è interessante perchè permette di capire che nonostante i giovani digitali utilizzino quotidianamente i social, non è detto che lo facciano con giusta cognizione di causa. La capacità di analizzare una notizia, verificarne la fonte e magari rapportarla ad un’altra per formarsi un giudizio proprio è un atto completamente estraneo a molti giovani.

Infatti ciò può essere spiegato con la rapidità e velocità di fruizione dei contenuti che i canali social propongono. In un mondo che va alla velocità della luce, in cui tutto può essere fruito in maniera rapida, non ci si sofferma a domandarsi se la notizia o il contenuto di un post sui social sia veritiero o meno.

Le percentuali così alte non stupiscono: i giovani sono l’anello più critico del sistema social, e su cui ovviamente si fa più leva. Sono coloro che più si conformano a questo tipo di logica del mordi e fuggi, tutto ciò a discapito della formazione di una coscienza critica.

Laura Maiellaro

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