Studio CIGL, il numero delle società pubbliche in Italia continua a crescere

Fonte: Blastingnews.it
0

Prendete “Stretto di Messina”: avrebbe dovuto curare la gestione della realizzazione del Ponte i cui lavori non sono mai iniziati. Ebbene tale società non ha ancora chiuso i battenti poiché la durata delle liquidazioni nel nostro paese è di tempi biblici. Ora prendete questo caso e moltiplicatelo per mille. L’ultimo studio della CIGL afferma che in Italia le società pubbliche continuino a crescere e farne le spese sono solo i contribuenti.

società pubbliche
Fonte: Associazionelascossa

Se i governi nazionali hanno provato a cambiare le regole, a livello locale sussistono tantissimi politici trombati, in pensione e troppi impegni elettorali da onorare: a quel punto non vi è nulla di meglio delle società pubbliche per allargare l’organico delle amministrazioni garantendo a tutti ingenti guadagni. Così nel 2017 in Italia esistono milioni di persone aggrappate alla speranza di un concorso per accedere al settore pubblico e 783.974 dipendenti che in pratica vi accedono come se nulla fosse.



L’ultima fotografia è stata scattata dalla CIGL con il suo centro studi IRES. In Italia attualmente esistono 8893 società partecipate dalle finanze pubbliche che continuano a crescere a un ritmo vertiginoso, toccando quota 5000 negli ultimi 14 anni e raggiungendo il rapporto di una società pubblica per ogni 6821 abitanti, ognuna costituita da amministratori, revisori e dirigenti.

Tutto questo “giuoco” secondo la CIGL si è nato e si è sviluppato negli anni 90 con la riforma delle autonomie locali. Da allora gli enti locali con la scusa di rendere più efficienti i servizi pubblici vi hanno fatto sempre ricorso e complici i vari blocchi delle assunzioni di personale pubblico il fenomeno si è andato ingigantendo specialmente nell’ultimo decennio. Con tanta “gente” da sistemare la tentazione di costituire una società pubblica è aumentata sempre di più.



I dati snocciolati dallo studio della CIGL parlano chiaro e tondo mettendo inoltre in evidenza quali sono le regioni che più hanno fatto ricorso alle società pubbliche. In testa vi è sorprendentemente il Trentino Alto Adige dove ne sono nate 498, una ogni 2126 residenti. Ma il record di società pubbliche in rapporto al numero di residenti spetta alla Valle d’Aosta ed è di una ogni 1929 abitanti.

Il bello che è molte di queste società risultano inattive, forse essendosi costituite soprattutto per sistemare qualche noto dirigente locale e molte non hanno manco dipendenti. Basti pensare che esistono circa 275 società con più amministratori che dipendenti, molte delle quali hanno chiuso con i conti in perdita.



Come sottolinea in maniera precisa Sergio Rizzo di Repubblica, “la giungla ha tratti geografici assai variegati e sfata i luoghi comuni secondo cui la maggioranza delle società pubbliche risiedano al Sud”. Quanto ai motivi di questo triste andazzo Sergio Rizzo non ha dubbi, scrivendo nel suo articolo per Repubblica che “la politica locale rischia di dover rinunciare a muovere potenti leve clientelari e per questo ricorre a questa pratica, oramai diffusa livello capillare. E ricorda come qualche anno fa si scoprì che presso i gruppi politici del consiglio regionale della Campania erano distaccati 150 dipendenti di società pubbliche, pagati dai contribuenti ma al servizio di partiti e loro capicorrente

Salvatore Rizzo

 

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Cliccando su Accetta, acconsenti all'utilizzo dei cookie e di eventuali dati sensibili da parte nostra; secondo le normative vigenti GDPR. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi