Solidarietà: le nuove frontiere partono dal caffè sospeso

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Di solito si pensa al mondo moderno come orientato al profitto ma non è sempre così. A volte anche il presunto homo oeconomicus  dell’era post industriale sente il bisogno di fare qualcosa per gli altri. Aldilà delle grandi donazioni dei milionari, talvolta risaltano anche i piccoli gesti della gente comune. Atti di solidarietà quotidiani che permettono di dare un contributo sentito e non troppo impegnativo.

Il Caffè sospeso: una filosofia vincente in espansione





Il caffè sospeso è una tradizione solidale napoletana che permette di pagare un caffè ad un avventore successivo che altrimenti non sarebbe in grado di pagare l’agognata bevanda. Quest’idea ha affascinato e conquistato molte persone in Italia e oltre. Così, numerosi bar anche nelle città del Nord Italia hanno adottato questa consuetudine del caffè solidale.

Da qualche tempo, il concetto di caffè sospeso è uscito dai bar per entrare in molti ambiti: dalle pizzerie agli ospedali all’abbigliamento.

Dopo le pizzerie dove si dà la possibilità di offrire un pasto ai bisognosi, l‘onda lunga del sospeso si sposta fuori dalla ristorazione e diventa un modello.

L’ultimo tassello si aggiunge con l’abbigliamento. A Bologna, i bisognosi hanno trovato vestiti e sciarpe chiusi in sacchetti trasparenti accompagnati da un biglietto che recitava: “Questo oggetto non è stato smarrito, ma è un regalo a chi ne ha bisogno per l’inverno“. L’idea dell’associazione bolognese Guardian Angels si sta diffondendo in 10 città italiane tra cui Milano, Torino, Padova e Cagliari.

Una solidarietà più concreta e diretta che rifiuta la donazione impersonale in denaro per risolvere in modo mirato una necessità specifica.

Un altro importante esempio di questa filosofia è la Banca delle Visite, nata in Puglia, che permette di donare prestazioni sanitarie a chi non se le può permettere tramite  una banca dati web.

Il caffè sospeso tra solidarietà concreta e… marketing

Insomma, quello del caffè sospeso è un successo su larga scala che, tra l’altro, ha fatto breccia anche negli Sturbucks cinesi dove si può offrire un caffè agli amici tramite il servizio di messaggistica WeChat. Lo spostamento del focus sugli amici fa però pensare ad un’operazione di marketing più che ad un’iniziativa solidale.

Al di là delle commistioni tra affari e solidarietà, il caffè sospeso dimostra che abbiamo bisogno di atti concreti per migliorare le nostre vite.

Piccoli gesti cambiano il mondo.

Gessica Liberti

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