Grande solidarietà a Parma dopo il pestaggio di Said e Momo della kebabberia Carpe Diem

Il sindaco Pizzarotti dice: “Via la violenza e il razzismo da Parma, ora e sempre.”

Dopo il pestaggio a sfondo razzista di Said e Momo, sono state tantissime le reazioni indignate e le iniziative solidali da parte della cittadinanza e di tutte le forze politiche cittadine.

Fonte: rossoparma.com
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Il pestaggio di Said e Momo è avvenuto il 25 novembre scorso in Piazzale Santa Croce a Parma, ma la notizia è stata resa pubblica solo da pochi giorni, grazie all’intervento fatto in Consiglio comunale da Marion Gajda, consigliere aggiunto che rappresenta gli immigrati residenti nel Comune di Parma.

Gajda ha condannato il pestaggio ed ha enfatizzato la necessità di abbassare i toni del confronto sui temi dell’immigrazione e della sicurezza, per non alimentare un pericoloso clima di conflitto e violenza.

Momo, dipendente della storica kebabberia Carpe Diem di via D’Azeglio, è stato il primo ad essere aggredito: il collaboratore, di origine ivoriana, aveva appena finito il suo turno lavorativo quando, verso l’una di notte, si è trovato circondato da un gruppo di uomini italiani sulla trentina che l’hanno aggredito con insulti razzisti e pugni.

Said, 50enne algerino e titolare della kebabberia premiata con il certificato di eccellenza di Trip Advisor, mentre tornava a casa in auto ha ricevuto una telefonata dal dipendente, il quale gli ha riferito che alcuni uomini lo avevano picchiato senza alcuna ragione in piazzale Santa Croce.

Il commerciante ha deciso di tornare indietro per aiutare Momo e ha bloccato uno dei presunti aggressori mentre si allontanava in bici, ma nel farlo ha ricevuto un pugno al petto che l’ha fatto cadere; in ospedale gli hanno poi dato una prognosi di dieci giorni. Said ha raccontato:

“Lo hanno picchiato in cinque, mi ha chiamato, chiedendo aiuto. Quando sono arrivato erano più di otto, un vero branco. Sono scappati, ho cercato di fermare un ragazzo in bici, ma mi ha colpito al petto, facendomi cadere a terra ed è riuscito ad allontanarsi. Erano giovani, massimo 35 anni, ben piazzati. Uno alto più di due metri”.

Said e Momo hanno sporto denuncia alla polizia contro ignoti e le indagini sono in corso.

Said, nell’intervista rilasciata a TVParma, racconta come inizialmente non volesse nemmeno denunciare: non voleva disonorare il nome della sua città, Parma, dove vive da ben 27 anni.

Appena si sono ripresi dall’aggressione sono tornati al banco del Carpe Diem di via d’Azeglio, dove la fila di clienti era più numerosa del solito: appresa la notizia, infatti, è subito scattata l’iniziativa “tutti a pranzo da Said” e sono state tantissime le persone, tra cui il vice sindaco Marco Bosi, che si sono recate al ristorante per dimostrare il loro affetto e solidarietà a Said e al suo collaboratore Momo.

Alla fine della giornata la saracinesca del locale era ricoperta di bigliettini di solidarietà verso le vittime del pestaggio e di disprezzo per il feroce atto di razzismo. L’emozione del commerciante è palpabile nelle sue parole:

“Oggi mi sono commosso, mi son quasi messo a piangere. La gente di Parma mi vuole bene, tutti mi hanno chiamato. Mi hanno fatto sentire a casa”.

A lui e al suo dipendente è arrivata la solidarietà di tutte le forze politiche cittadine. Il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, il 7 dicembre scorso ha dichiarato:

“Pura violenza, pura barbarie. A Parma non c’è spazio per episodi simili, non c’è spazio per i razzisti violenti. Ultimamente troppo spesso, purtroppo, si abbassa la guardia verso questi episodi, si banalizzano, si credono situazioni isolate. Non è così: nelle zone periferiche d’Italia, in quei luoghi dove si incontrano culture e situazioni diverse, sta nascendo una nuova forma di populismo violento che il Paese in passato ha già conosciuto. Non è il tempo per banalizzare tali episodi. È tempo di denunciarli e di dire apertamente da che parte stare. Per quel che mi riguarda non ho dubbi: via la violenza e il razzismo da Parma, ora e sempre. Da parte mia e del Comune di Parma un abbraccio alle vittime del pestaggio. Parma è la vostra casa, e i parmigiani sono con voi, lo dimostrano i numerosi attestati di stima e affetto che avete ricevuto in questi giorni”.

Grande riscontro anche sui social, in particolare grazie alle pagine Facebook “Parma Non Lo Sa” e “Pizzaballa Reloaded”, che hanno difeso con impeto Said, divenuto, con la sua gentilezza ed accoglienza, il simbolo dell’integrazione di Parma.

A seguito di queste vicende hanno richiesto un riconoscimento ufficiale alla città, creando l’iniziativa “Diamo a Said il Premio Sant’Ilario”, onorificenza conferita dal comune di Parma a coloro che, con la propria attività, hanno in qualsiasi modo contribuito a rendere migliore la vita dei singoli e della comunità o a elevare il prestigio della città.

Troppe le aggressioni a sfondo fascista delle ultime settimane, da Como a Roma a Parma, ma tantissime le reazioni di indignazione e di solidarietà (tra cui la manifestazione indetta a Como per sabato 9 dicembre), che fanno intendere quanto in realtà l’Italia sia un paese unito contro il razzismo.

 

Fadua Al Fagoush

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