La sovrappopolazione è il vero problema, altro che “inverno demografico”

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Il 15 Novembre scorso la popolazione mondiale ha raggiunto gli 8 miliardi. Un dato significativo: l’emergenza sovrappopolazione si fa sempre più concreta. Eppure non si fa che parlare di inverno demografico e culle vuote.

E’ arrivato il primo freddo. E del resto, dopo un’estate tropicale che nella sua ingordigia si è pappata anche il mese di Ottobre (tra i più caldi di sempre), se ne sentiva davvero il bisogno. Con i primi rigori sono tornati plaid, coperte, giacche e maglioncini di lana. I più freddolosi hanno poi già sfoderato l’artiglieria pesante, bardandosi alla testa ai piedi con tenute da fare invidia agli esploratori polari . Ma più che sull’inverno meteorologico, le preoccupazioni di molti si concentrano sullo spettro dellinverno demografico (come se il vero problema non fosse piuttosto la sovrappopolazione).

Il tempismo non poteva essere migliore. Come puntualmente accade ogni anno, con l’avvicinarsi del Natale i riflettori si spostano sull’ “allarme denatalità”. Forse la responsabilità è dei presepi, che di questo periodo vengono piazzati ovunque e con il loro simpatico viavai di buoi, asinelli e bimbi prodigio fanno venire un’improvvisa voglia di incrementare le nascite. Paradossalmente, questo spasmodico desiderio di proseguire la specie viene soprattutto al Papa e al clero. Il che è ironico, perché se tutti decidessero di seguire il loro stile di vita, l’umanità andrebbe incontro all’estinzione.

Inverno demografico, realtà o immaginazione?

Eppure Bergoglio è terrorizzato dal calo delle nascite. Già a gennaio si era improvvisato esperto di statistica, tuonando contro le “tante famiglie” (deve essersi preso la briga di mettersi a contarle di persona)  in cui “cani e gatti occupano il posto dei figli“. A maggio è poi tornato sul tema, definendo la denatalità un’ “emergenza sociale“.  Ed infine a Settembre ha richiesto “più nascite, più figli per l’Italia“.

Tralasciando il fatto che i bambini non si ordinano, né tantomeno è lecito chiedere alle donne di farne a comando, è davvero in atto un inverno demografico? Perché ad osservare la curva demografica non sembra affatto. La settimana scorsa, la popolazione mondiale ha infatti raggiunto  gli 8 miliardi di abitanti. E le prospettive parlano di una crescita continua sino a fine secolo, in cui si raggiungerà la vetta dei 10 miliardi.

Sovrappopolazione, un problema per l’ambiente.

Di certo esistono parti del mondo (in particolare l’Africa Subsahariana) dove l’indice di fertilità è altissimo e arriva a raggiungere i 7 figli per donna, mentre in altre porzioni del pianeta (come l’Europa) il numero di nati è molto spesso al di sotto dei 2 pro capite. Il problema è quindi semmai che le nascite sono distribuite male. In altre parole, nascono molti bambini nei luoghi dove l’acqua e il cibo scarseggiano, e meno dove queste risorse invece sono largamente fruibili. All’aumento delle nascite corrisponde un aumento della povertà. E in condizioni di povertà il numero medio di figli aumenta ulteriormente.

La soluzione non può essere quella di incrementare a dismisura le nascite “da noi” per pareggiare le nascite “da loro”. Tanto più vista l’emergenza climatica in atto. L’ambiente non segue la logica “più siamo, meglio è” tipica dei festini e nei rave party. Ogni figlio in più corrisponde ad un impatto ambientale di 58,6 tonnellate di CO2 equivalenti per anno (60 volte maggiore di quello legato al consumo di carne ), e oltre a richiedere spazio, necessita di risorse alimentari per crescere .

Risorse che sono divenute ancor più limitate in seguito alla pandemia e – soprattutto – all’invasione russa dell’Ucraina. Se due anni fa l’idea che si potessero sfamare agevolmente 10 miliardi di persone era curiosa, oggi risulta assurda.

Sponsorizzare la sovrappopolazione: un pericolo per tutti

Più che a perseguire obiettivi a lungo termine, la politica è interessata a combattere battaglie ideologiche. Il nuovo governo ne è un perfetto esempio. Prima la decisione di cambiare nome e forma al ministero delle Pari Opportunità , aggiungendoci le diciture “natalità” e “famiglia” e piazzandoci chi crede che l’aborto non sia un diritto. Ed ora la proposta  targata Lega (come ti sbagli?) di regalare 20mila euro alle coppie che si sposano in Chiesa, con buona pace del pareggio di bilancio.

Quello della sovrappopolazione è un tema reale, sollevato dagli scienziati più autorevoli. Ma la politica è convinta che si debba fare a gara per inseguire i tassi di fertilità dei paesi più poveri, facendo prevalere la politica dell’identità e della “purezza razziale” su quella del contrasto ai cambiamenti climatici.

Inseguire l’incremento  delle nascite per prevenire la sciagura di un calo del PIL e “preservare la nostra identità” è una strategia fuori dalla logica e dalla storia. E rischia di intrappolarci in un loop  interminabile.

Simone Morganti

 

 

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