Punta Canna, Scarpa indagato per apologia di fascismo

Nuovo capitolo della vicenda di Gianni Scarpa. L’attuale gestore del lido Playa Punta Canna di Chioggia ed autore degli ormai noti cartelli di stampo fascista affissi all’interno della struttura balneare ora rischia grosso. La procura di Venezia ha inserito Scarpa nel registro degli indagati per apologia di fascismo.

Il procuratore conferma: «Scarpa è indagato per apologia di fascismo»

Il provvedimento segue l’ordinanza diffusa ad inizio settimana dal prefetto di Venezia Carlo Boffi, nella quale si esigeva «l’immediata rimozione di ogni riferimento al fascismo contenuto in cartelli, manifesti e scritte» e l’obbligo «di astenersi dall’ulteriore diffusione di messaggi contro la democrazia». Il reato ipotizzato è lo stesso per il quale la Digos aveva sporto denuncia nei confronti di Scarpa: apologia di fascismo. A confermare il tutto il procuratore della città lagunare Bruno Cherchi, che nella giornata di ieri ha convocato una conferenza stampa: «Scarpa è indagato per apologia di fascismo secondo l’articolo 4 della legge 645 del 1952», ha sostenuto Cherchi.




I titolari: «un qualcosa di folcloristico e goliardico»

La società titolare della concessione balneare mantiene il profilo basso, ma pondera il licenziamento di Scarpa «per dare un segnale». Secondo uno di essi, Andrea delle Donne, l’affissione dei cartelli non andrebbe considerata come uno strumento propagandistico: «Era uno show di Gianni, un qualcosa di folcloristico e goliardico».

Lo scalpore che ha suscitato tutta la vicenda non ha sicuramente giovato al giovane gruppo di soci, i quali ora vorrebbero procedere senza proclami nella speranza che il caos mediatico si plachi: «Non è nostra intenzione buttare altra benzina sul fuoco – ha aggiunto Delle Donne – basta clamore, non vogliamo che se ne parli ancora; che vada avanti nel suo iter la giustizia ma che giornali e tivù smettano di scriverne, vogliamo solo lavorare e riprendere a dormire: siamo tutti giovani, abbiamo subito il colpo».




Concessione demaniale a rischio

Scarpa ha fatto parzialmente mea culpa, dandosi l’intera responsabilità di tutto l’accaduto: «Mi dispiace per i ragazzi, loro mi hanno dato carta bianca, hanno accettato che stessi qui quando mi sento, mi prendo io tutte le responsabilità, certo ora posso rischiare il posto». Per il titolare i cartelloni e le frasi diffuse con gli altoparlanti restano semplice goliardate, ma ora finiranno al vaglio dei magistrati. Secondo Repubblica nei guai potrebbero finirci anche i soci titolari, dato che con l’apertura del fascicolo a carico del gestore, unitamente all’ordinanza già disposta dal prefetto, l’amministrazione comunale di Chioggia potrebbe revocare la concessione demaniale del lido.

Fabio Ravera

 




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