Dick Gregory e lo stand-up comedy: un genere che, attraverso la comicità, sviscera i difetti della società in cui viviamo

Dick Gregory era un comico afroamericano e attivista per i diritti civili. Il suo genere era lo stand-up comedy e, negli anni Sessanta, fu il primo afroamericano a recitare di fronte ad un pubblico di bianchi.

Lo stand-up comedy è un monologo comico nato all’inizio del XX secolo negli Stati Uniti. Colui che recitava il monologo veniva chiamato stand-up comedian, stand-up comic o solamente stand-up.

Lo stand-up comic, sul palcoscenico, non interpreta un personaggio preciso ma porta sulla scena se stesso, recitando frasi, pensieri, discorsi che ha preparato egli stesso.



Il tono è satirico e ironico. Lo stand-up comic sul palcoscenico cerca di sollevare tematiche di un certo rilievo che vengono enunciate, davanti al pubblico, con la tecnica dell’ironia. O ancora si tende a mettere in scena aspetti della vita quotidiana che vengono successivamente smontati in maniera divertente.

Dick Gregory utilizzava questo tipo di commedia per trattare tematiche importanti come il razzismo. Nei suoi monologhi era solito prendere in giro i razzisti e tutti coloro che usavano atteggiamenti discriminatori nei confronti della popolazione afroamericana.

Solitamente questo tipo di commedia non prevede l’utilizzo di una scenografia e neppure la presenza di oggetti di scena. Il personaggio presente sul palco non indossa nessun costume particolare. Tutto quello che avrà sarà un microfono in mano.

La storia, un excursus

Il primo stand-up comedian fu Charlie Case. Tuttavia, inizialmente, lo stand-up comedy aveva delle caratteristiche diverse.  Si trattava per lo più di monologhi accompagnati da balletti, canti e spettacoli di danza.

Il primo vero stand-up comic fu Lenny Bruce. Sarà lui il creatore del genere così come lo si conosce adesso, caratterizzato soltanto dalla presenza dell’attore che parla a tu per tu con il pubblico e da un palcoscenico vuoto.

Tuttavia, secondo moltissimi altri, il più grande stand-up comic della storia fu Richard Pryor. I suoi monologhi erano intrisi di umorismo e toccavano le tematiche del razzismo. Pryor riesce a parlare col pubblico in maniera del tutto nuova, in maniera confidenziale, come se davanti a lui ci fossero dei vecchi amici. E a questi vecchi amici racconta la sua storia, parlando della sua difficile situazione, della droga, del tentato suicidio. Tutto ciò col suo tono di umorista senza precedenti.

Facendo un salto in avanti di molti anni, tra i nomi più conosciuti possiamo citare anche Jim Carrey ed Eddie Murphy.

In Italia, invece, non c’è una tradizione radicata nel tempo di stand-up comedy.

Il linguaggio utilizzato è spesso un linguaggio molto forte, quasi volgare, intriso di black humor. L’obiettivo degli stand-up comic è quello di portare alla luce gli aspetti negativi della società che altro non sono che i difetti che ognuno di noi nasconde.

Irene Amenta

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