Cucchi: È “Stato” assassino

0
Stefano Cucchi

Non sempre, ma a volte avviene.
A volte avviene che dalla labirintica oscurità delle cose emerga la luce, la speranza.
E’ quanto verificatosi con la sentenza del caso Cucchi del 17 gennaio, espressa da due coraggiosi magistrati.
A otto anni dalla morte del giovane geometra, avvenuta il 22 ottobre del 2009, finalmente c’è la verità.
Arrestato a Roma perché sorpreso con 28 grammi di hashish e qualche grammo di cocaina, Stefano Cucchi non morì per il pestaggio subito nella notte del suo arresto, né per ‘cause ignote’, bensì per ‘omicidio’ preterintenzionale.
Su tale accusa, dopo 45 udienze, 120 testimoni, dopo la nomina di decine di consulenti tecnici, si è chiusa l’inchiesta bis aperta nel 2014, addossandone la responsabilità ai tre carabinieri che lo arrestarono: Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro e Francesco Tedesco; al comandante della stazione Appia, dove Cucchi fu inizialmente detenuto, Roberto Mandolini, è stata contestata l’accusa di calunnia e di falso.
Molti sono stati i tentativi di oscuramento dei fatti, di depistaggio, di omissioni, anche da parte dei periti sanitari, alcuni dei quali già condannati: di insabbiare, come è costume di questo paese, il caso tra i tanti della storia recente, più o meno gravi, più o meno conosciuti, ma tutti connotati delle falsità e dalle menzogne, singole e istituzionali.
Finalmente si parla di omicidio, il mio pensiero agli ultimi come Stefano“, ha commentato Ilaria Cucchi, che mostrò all’indomani della morte, con non poco coraggio, le foto ingrandite delle percosse subite dal fratello. E fu Ilaria che, sempre consapevole del bisogno di verità per Stefano, ma anche per chi non ha ancora trovato alcuna parola di pietà, a suscitare i maggiori interrogativi sulla vicenda, inquietando i pensieri e i comportamenti della gente comune e semplice.
Il caso Cucchi dimostra come, per istinto d’inciviltà, o di pregiudizio, la violenza può nutrire anche chi dovrebbe istituzionalmente perseguirla per giuramento di giustizia e di fede.
Dimostra che non è mai opportuno affidarsi alle versioni ufficiali, ma è necessario andare al di là di esse, leggendole sull’evidenza dei fatti, nelle pieghe e nelle ‘piaghe’ che sono in essi, portandoli alla luce necessaria della verità.

 

Fatima Mutarelli

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Cliccando su Accetta, acconsenti all'utilizzo dei cookie e di eventuali dati sensibili da parte nostra; secondo le normative vigenti GDPR. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi