Impianto STEM. In Sicilia la sabbia diventa energia

Inaugurato a San Filippo del Mela, Messina, il primo impianto STEM®, solare termodinamico che utilizza la sabbia e l’energia del sole.

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STEM®. Non il nome di un cane; né di un super eroe o un personaggio dei fumetti, ma un nuovo termine per parlare di ecosostenibilità, di tutela dell’ambiente e di ricerca e innovazione. STEM® è stato appena inaugurato, ieri, a San Filippo del Mela in provincia di Messina da A2A – multiutiliy italiana attiva nel campo dell’energia – in collaborazione con il gruppo Magaldi di Salerno, che con la sua Magaldi Sun è salita sul podio delle aziende leader nel campo dell’energia solare realizzando un impianto costato otto anni di studio e ricerca in collaborazione con l’università di Napoli.

Perché proprio in Sicilia? Quella di San Filippo del Mela è una centrale Edipower, attiva dal 1971, che si estende su 54 ettari e che grazie a questo innovativo progetto è destinata alla totale riconversione. Questo significa che dalle fonti tradizionali che alimentavano l’impianto, con effetti inquinanti ben noti nella zona, si passa al progetto di un polo integrato che comporterà – secondo le stime prodotte – l’abbattimento di 890 tonnellate di emissioni CO2 ogni anno, grazie a sabbia e sole, oltre a un digestore anaerobico per la produzione di biogas, un impianto fotovoltaico da 864 Kw e un impianto per produrre energia da Css – combustibile solido secondario – per il quale è già stata avviata la richiesta di autorizzazione.

La missione di questa joint venture appare chiara: appropriarsi di vecchi spazi di produzione energetica altamente inquinanti, per investire sul territorio in nome dell’ecosostenibilità. “La strategia di A2A si fonda su un principio fondamentale: coniugare sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Non c’è futuro per l’impresa che non si proponga innanzitutto di soddisfare i bisogni dei cittadini e promuovere l’interesse dei territori . La Sicilia è una terra meravigliosa e merita servizi pubblici allineati ai migliori standard nazionali”, queste le parole di Giovanni Valotti – presidente di A2A – rilasciate ai giornalisti di Guida Sicilia.

Tanto meravigliosa, da essersi guadagnata ieri un primato mondiale, perché l’impianto STEM® di San Filippo del Mela – al momento – è l’unico al mondo. Come funziona? L’impianto realizzato può sviluppare fino a 2 MW di potenza utilizzando la sabbia per accumulare l’energia termica prodotta dall’irradiazione solare. Grazie alla cosiddetta tecnologia “dei letti fluidi” l’impianto può funzionare continuamente a temperatura e pressione tipiche delle centrali a combustibili fossili; anche nelle ore notturne o in giornate annuvolate, soddisfacendo la curva di carico richiesta. Vengono impiegati circa 786 eliostati che, sfruttando la tecnica del beam down, inseguono la traiettoria del Sole e ne concentrano i raggi su un accumulatore. Il risultato, su una superficie che si estende per circa un paio di ettari, è la produzione giornaliera di circa 20 tonnellate e mezzo di vapore. Una potenza rivoluzionaria fatta di acciaio, sabbia e sole e specchi!

Il progetto è davvero ambizioso e le cifre che le due società hanno intenzione di investire in Sicilia non sono da meno. Si parla di 180 milioni di euro da investire nei prossimi cinque anni sia sull’impianto STEM®, sia sul biometano che prevede la costruzione di un termovalorizzatore da 250 mila tonnellate di Css. E proprio qui giunge qualche nota dolente. Appena si parla di simili macchinari, in una terra ferma al 12% di raccolta differenziata, che seppellisce ancora il 90% di immondizia in discarica,  fioccano i rifiuti (sia quelli solidi che i NO). Non solo dalla gente del posto, ma dallo stesso Rosario Crocetta.

“Noi siamo qui per investire tanti soldi, se la Sicilia vorrà. Altrimenti li dirotteremo altrove” dice Valotti al Corriere della Sera, e ancora “i nostri investimenti vengono valutati prima con il criterio dell’impatto sull’ambiente e non abbiamo nessun interesse a fare speculazioni. Se svilupperemo questo polo integrato rimarremo in Sicilia per molto tempo”. Dinanzi a una simile prospettiva, non resta che augurarsi una buona dose di lungimiranza istituzionale.

Alessandra Maria

One thought

  1. “biometano che prevede la costruzione di un termovalorizzatore da 250 mila tonnellate di Css”? Ma che state a di? Che c’entra il biometano con l’inceneritore? E poi nel loro progetto c’è scritto 510 mila tonnellate l’anno di CSS, non 250 mila. Dove avete avuto questo dato? Ve l’ha fornito A2A?
    Cmq non avete capito che quello che interessa realmente ad A2A è proprio il mega-inceneritore di rifiuti. A quello si riferiscono i 180 milioni di investimento. Tutto il resto sono foglie di fico. L’impianto di solare termodinamico è una sperimentazione che durerà solo 2 anni. Il fotovoltaico sono briciole, giusto qualche pannello solare. Dell’impianto di digestione anaerobica (quello si che produrrebbe biometano) ancora non esiste neanche uno straccio di progetto. Sveglia giornalisti!

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