Lo stirene è cancerogeno, ora è più di un sospetto

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Il titolo dice tutto, non è che la ricerca ad opera dell’IARC  (International Agency for Research on Cancer) che è il “braccio” dell’OMS che si occupa della lotta al cancro, pubblicata su Epidemiolgy giunga come un fulmine a ciel sereno, lo stirene sono decenni che si trova nel limbo delle sostanze sospettate di essere cancerogene, ora l’OMS rafforza l’allarme e “promuove” la sostanza da possibilmente cancerogena e probabilmente cancerogena. Se vi sembra un cambiamento di poco conto ripensateci, sappiate che praticamente a nessuna sostanza viene assegnato grado di cancerogenicità pari a 0, quindi dire che una sostanza potrebbe essere cancerogena non è dire molto, ma dire che probabilmente lo è? tutta un’altra storia.
Veniamo alla ricerca, da dove provenga l’ho detto, dall’OMS, il gruppo di ricercatori è composto da 23 persone, l’autore principale si chiama Henrik A. Kolstad ed è danese, lo studio si basa sui dati medici di lavoratori danesi impiegati, nel periodo 1968-2011, in industrie che utilizzano lo stirene, per la precisione nel settore della plastica rinforzata.
Perché proprio in quel settore? Facciamo un passo indietro, ho detto che lo stirene è sospettato di essere cancerogeno da decenni, ma che cos’è lo stirene? Chimicamente è un idrocarburo, ed è molto reattivo. Quello che ci interessa è che viene usato nella produzione di: gomme sintetiche, polistirolo, plastiche rinforzate e chi più ne ha più ne metta. Negli anni ’70 in lavoratori americani dell’industria della gomma sintetica fu rilevato un picco di leucemia, ma i medici non sapevano se imputarlo allo stirene o al suo compagno nel processo industriale di produzione di gomme sintetiche, il butadiene. Dunque il team di Kolstad doveva analizzare i lavoratori di un settore dove il butadiene non è impiegato, quello delle plastiche dure.



I risultati dello studio: sono stati seguiti i dati medici di ben 73.036 lavoratori di industrie danesi che nel periodo in esame producevano turbine e yacht. Il risultato è stato che su quel campione di persone si è trovato il doppio di casi di leucemia acuta mieloide rispetto all’incidenza statistica e un rischio cinque volte maggiore per un particolare raro tipo di cancro nasale. L’incremento era presente nelle persone che erano state esposte da 15 a 29 anni prima all’ambiente di lavoro, tradotto questo significa rischio doppio di leucemia con un periodo di latenza di 15 anni, passati i 29 dall’esposizione l’hai scampata e se dovessi contrarre la leucemia è difficile considerarla legata all’esposizione allo stirene.
Gli autori dello studio tengono a precisare che si stanno scontando le colpe del passato, ora in Danimarca si è molto più attenti alla sicurezza dei lavoratori per quanto riguarda l’esposizione allo stirene, del resto sappiamo quanto i paesi scandinavi siano avanzati sulle tematiche ambientali, ma sarà dappertutto così?

Roberto Todini

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