Stop ai vitalizi: voto finale alla Camera verso le 18:30

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Oggi pomeriggio, intorno alle 18:30, si è tenuto il voto alla Camera sulla proposta di legge Richetti. Essa prevede l’abolizione dei vitalizi dei parlamentari. La Capigruppo di Montecitorio si è riunita per stabilire il nuovo programma dei lavori, perché a causa del rallentamento in Aula, non sono ancora arrivati a una posizione.

Impatta  la polemica tra i partiti. Il M5s accusa il Pd di fare ostruzionismo e l’ala Dem insinua che i grillini facciano interventi troppo lunghi, apposta. La pdl Richetti sembra avere l’appoggio di Pd, M5s, Fdi e Lega Nord. Contrari i deputati di Forza Italia, i quali giudicano la proposta di legge incostituzionale. Si astengono gli ex democratici di Mdp e sono contrari il gruppo misto.

Il provvedimento ha bisogno dell’approvazione del Senato per diventare legge.

Vitalizi: la proposta Richetti

La proposta di legge punta all’abolizione degli attuali vitalizi e all’estensione ai parlamentari e consiglieri regionali del trattamento previdenziale previsto per i lavoratori dipendenti, basato sul metodo contributivo.




I parlamentari che hanno cessato il mandato e beneficiato della rendita vitalizia, si vedranno ricalcolati gli importi con il sistema contributivo. I vitalizi erano stati già aboliti nel 2012, ma solo per i neo-eletti. I parlamentari che hanno concluso il mandato prima di quella data, percepiscono tuttora i vitalizi. Per coloro i quali hanno esercitato un mandato prima del 2012 e poi rieletti, si applica un sistema basato parzialmente sulla quota di assegni vitalizi maturata nel 2011. In parte, anche sulla nuova riforma.

Sta di fatto che così, slitta alla prossima legislatura l’applicazione per la pensione dei parlamentari dei criteri anagrafici previsti per la legge Fornero. Essa prevede un aumento dei requisiti anagrafici richiesti per l’accesso all’assegno mensile. Fino all’adeguamento, il trattamento previdenziale è riferito ai parlamentari che hanno cessato il mandato una volta giunti al sessantacinquesimo anno di età.

Il M5s immediatamente accusa il Pd di volersi tenere i privilegi, in quanto ha votato per tenerseli e in più ha rinviato la legge Fornero alla prossima legislatura.

I loro privilegi sono intoccabili e noi dobbiamo continuare a pagarglieli. Mentre noi abbiamo rinunciato a 42 milioni di euro di rimborsi elettorali, e restituito milioni di euro di stipendi, loro decidono di tenersi stretto il trattamento privilegiato alla faccia di tutti i cittadini a cui la legge Fornero è stata applicata dall’oggi al domani.

Così dice Luigi Di Maio, deputato grillino. Richetti invece risponde dicendo che la Legge Fornero non può essere applicata ora, perché c’è un problema sull’età per le pensioni, che è arrivata a 65 anni.

Intanto, il M5s e il Pd litigano per la paternità della legge.

Sta di fatto, che il voto è favorevole alla Camera. Ma, il cammino in Senato sarà ancora più impervio.

 

 

Tamara Ciocchetti

 

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